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	<title>News Turismo, Sport, Arte, Spettacolo - Sbn G.S. &#187; L&#8217;Aquila 2009</title>
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		<title>Da Zero e D&#8217;Alessio a Baglioni e Morandi tutti insieme per L&#8217;Abruzzo</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Jun 2009 13:33:44 +0000</pubDate>
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L’appuntamento e’ per il 20 giugno allo stadio Olimpico. L’occasione sara’ un concerto corale al quale parteciperanno nunerosi cantanti italiani, tra cui Renato Zero, Fiorella Mannoia, Gigi D’Alessio, Pino Daniele, Ivano Fossati, Antonello Venditti, Claudio Baglioni, Gianni Morandi, Lucio Dalla. Lo scopo e’ una raccolta di fondi da devolvere alle zone terremotate d’Abruzzo e, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="upnews_button" style="float: right; margin-left: 10px;"><script type="text/javascript">submit_url ="http%3A%2F%2Fnews.sbngs.it%2Farticolo-news%2Fda-zero-e-dalessio-a-baglioni-e-morandi-tutti-insieme-per-labruzzo%2F172"</script><script src="http://www.upnews.it/tools/.php" type="text/javascript"></script></div>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-173" title="20090601154905" src="http://news.sbngs.it/wp-content/uploads/2009/06/20090601154905.jpg" alt="20090601154905" width="350" height="233" />L’appuntamento e’ per il 20 giugno allo stadio Olimpico. L’occasione sara’ un concerto corale al quale parteciperanno nunerosi cantanti italiani, tra cui Renato Zero, Fiorella Mannoia, Gigi D’Alessio, Pino Daniele, Ivano Fossati, Antonello Venditti, Claudio Baglioni, Gianni Morandi, Lucio Dalla. Lo scopo e’ una raccolta di fondi da devolvere alle zone terremotate d’Abruzzo e, in particolare, alla ricostruzione di alcune strutture dell’universita’ del capoluogo abruzzese. L’evento, intitolato ‘Corale per il popolo d’Abruzzo’, e’ stato presentato oggi a Roma, presso la sala stampa dello stadio Olimpico, alla presenza di una parte del ‘cast’ e dei due presentatori della serata, Serena Dandini e Giorgio Panariello, e del rettore dell’universita’ dell’Aquila, Ferdinando Di Iorio. Il concerto vedra’ il contributo anche di Mario Biondi, Alex Britti e Cristiano De Andare’. Altri artisti potrebbero dare la loro adesione nel corso delle settimane che precedono la serata di musica e solidarieta’. “Ci auguriamo che lo stadio sia pieno &#8211; ha affermato Serena Dandini &#8211; perche’ cosi’ potremmo raggiungere un incasso di quasi due milioni di euro, denaro che tramite una onlus sara’ versato nel conto corrente dal quale il denaro sara’ attinto per portare avanti i lavori di ricostruzione di un palazzo dell’universita’”. Organizzatori e artisti hanno tenuto a precisare che il progetto e’ stato definito in ogni sua parte tanto che e’ gia’ noto quanto costera’ ogni piano del palazzo e, dunque, sara’ possibile sapere alla ricostruzione di quanti piani contribuira’ l’incasso del concerto. Proprio a proposito dell’incasso, gli organizzatori hanno tenuto a sottolineare che l’obiettivo e’ di realizzare un concerto di cosi’ alto livello a costo zero, parcellizzando le singole voci di spesa e riducendole al massimo. A questo proposito sono stati portati alcuni esempi: l’acqua, distribuita durante la serata, sara’ offerta da una delle principali aziende sul mercato; le cartelle stampa sono state realizzate a spese del tipografo. Il Coni ha messo a disposizione lo stadio Olimpico a titolo totalmente gratuito e, ha annunciato il responsabile dell’impianto, tutte le societa’ che operano al suo interno presteranno i loro servizi gratuitamente.Tutto questo alla vigilia dell&#8217;altro grande evento musicale ospitato il giorno dopo (domenica 21 giugno) allo stadio San Siro di Milano e trainato dall&#8217;energia di Laura Pausini. Il concerto dell&#8217;Olimpico comincerà alle 19,30 e proseguirà fino a mezzanotte con la conduzione di Serena Dandini e Giorgio Panariello, fortemente voluti da Renato Zero che è il vero motore dell&#8217;evento.</p>
<p><span class="Apple-style-span" style="border-collapse: separate; color: #000000; font-family: Arial; font-size: 16px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; letter-spacing: normal; line-height: 16px; orphans: 2; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: 2; word-spacing: 0px;"></span><a style="border-width: 0px; margin: 0px; padding: 0px; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 1em; outline-width: 0px; text-decoration: none; vertical-align: baseline; white-space: normal; color: #003366;" href="http://www.sbngs.it/italia/turismo--contributi-utenti/da-zero-e-dalessio-a-baglioni-e-morandi-tutti-insieme-per-labruzzo-sbngs-musica/7118" target="_blank">APPROFONDISCI L’ARTICOLO &gt;&gt;</a></p>
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		<title>Città di L&#8217;Aquila: Viaggio nella storia dalla fondazione al 6 aprile 2009</title>
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		<pubDate>Wed, 27 May 2009 23:07:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'Aquila 2009]]></category>
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ATTO I:  IL MEDIOEVO
Pare che fossero novantanove i villaggi presenti nella suo contado.
Novantanove villaggi contigui,e per ciascun villaggio, un castello.
Il Basso Medioevo era l’età dei feudi. Dei vassalli, dei valvassini e dei valvassori.
I baroni feudali insidiavano gli abitanti di quei villaggi con pesanti vessazioni. E questi ad un certo punto, si ribellarono. Indispettiti, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="upnews_button" style="float: right; margin-left: 10px;"><script type="text/javascript">submit_url ="http%3A%2F%2Fnews.sbngs.it%2Farticolo-news%2Fcitta-di-laquila-viaggio-nella-storia-dalla-fondazione-al-6-aprile-2009%2F21"</script><script src="http://www.upnews.it/tools/.php" type="text/javascript"></script></div>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-22" title="laquila-storia" src="http://news.sbngs.it/wp-content/uploads/2009/04/laquila-storia.jpg" alt="laquila-storia" width="436" height="330" /><strong>ATTO I:  IL MEDIOEVO</strong></p>
<p>Pare che fossero novantanove i villaggi presenti nella suo contado.<br />
Novantanove villaggi contigui,e per ciascun villaggio, un castello.<br />
Il Basso Medioevo era l’età dei feudi. Dei vassalli, dei valvassini e dei valvassori.<br />
I baroni feudali insidiavano gli abitanti di quei villaggi con pesanti vessazioni. E questi ad un certo punto, si ribellarono. Indispettiti, mossero una contestazione antifeudale, e nel tentativo di affrancarsi da tale pressione, chiesero all’Imperatore di potersi confederare, unendosi nella fondazione di una città.<br />
Fu il re Corrado IV, figlio dell’Imperatore, ad accogliere positivamente la richiesta degli abitanti del contado.<br />
E l’Imperatore,  nel 1245 , era  FEDERICO II DI SVEVIA.<br />
Uomo assai tenace, colto e poliedrico, da buon mecenate ospitò a corte molti artisti, scultori architetti, che portò poi con sé nei suoi viaggi d’oltralpe, in Francia e in Germania ( sii deve infatti a lui l’arrivo del gusto Gotico nel nostro paese, per via di inevitabili contaminazioni e soprattutto per aver invitato in Italia il primo gruppo di monaci Cistercensi, che qui fondarono le prime abbazie gotiche, di Chiaravalle, Fossanova e Calamari).<br />
Ma Federico non fu solo un colto appassionato d’arte e di letteratura. Egli fu anche un grande stratega politico e apportò importanti innovazioni in campo legislativo.<br />
Aveva inoltre un profondo interesse per le scienze e si fidava poco delle religioni.<br />
Per questa ragione fu definito da taluni un eretico, da talaltri un Anticristo. E tra i suoi numerosi meriti, vanta anche quello di aver fondato la città dell’Aquila.</p>
<p>Unendo i novantanove villaggi, sulla base di un progetto armonico e senza precedenti &#8211; che secondo alcune fonti sarebbe nato dalla mente e dalla mano dell’Imperatore stesso &#8211; la città sorse battezzata col nome di Aquila, simbolo che troneggiava sullo stemma dell’Impero e che rimandava alla grande passione che Federico II aveva per la caccia al falcone.<br />
Ognuno dei villaggi conservò la propria identità, divenendo “quartiere” della regale città.<br />
E se i villaggi erano novantanove, novantanove furono i quartieri, e novantanove anche le piazze,  le chiese e le fontane.<br />
Per questa ragione, oggi, l’Aquila è conosciuta come la città dei 99 castelli, delle 99 piazze, delle 99 chiese, delle 99 fontane (tra cui la più celebre è certamente quella con le 99 cannelle), anche se in realtà pare che il numero dei villaggi non fosse proprio così alto.<br />
Ma il numero 99 oramai ha vestito la storia del luogo e, cifra più cifra meno, resta associato all’unicità di questa città federiciana.</p>
<p>Dovevano essere 99 anche i membri del primo Consiglio, poiché secondo le fonti, questo fu formato dai sindaci dei villaggi accorpati.</p>
<p>Nel 1254 re Corrado IV morì.<br />
Questi aveva fondato l’Aquila come città ghibellina, ma essa divenne di opposta fazione, ovvero guelfa, nel 1257, quando papa Alessandro IV vi spostò la sede Papale.<br />
La prima distruzione della città arrivò proprio in questa occasione: Manfredi, altro figlio di Federico II e re di Sicilia, non potendo tollerare il tradimento da parte degli aquilani, la rase al suolo nell’anno 1258.</p>
<p>E’ scritto nel destino, dunque, di comportarsi da fenice e rinascere orgogliosa, ogni volta, dalle proprie ceneri.</p>
<p>Pochi anni dopo, infatti, nel 1268, Carlo I d’Angiò, che succedette a Manfredi sconfiggendo definitivamente la dinastia degli Svevi, decise di rifondare e ricostruire completamente la città, con immensa gioia dei suoi abitanti.<br />
Il progetto del re angioino celava però l’ombra di un sospettabile tornaconto: avere una città riconoscente e fedele, ai confini del Regno di Napoli, gli avrebbe permesso di sentirlo ulteriormente protetto e fortificato.<br />
Per la rifondazione della città il re mise a punto un assetto urbanistico che ancora oggi l’Aquila conserva nel suo centro storico: ad ogni castello che aveva contribuito alla fondazione fu assegnato uno spazio proporzionale al numero degli abitanti.<br />
Qui i residenti edificarono le proprie case e la propria chiesa, che nell’intitolazione doveva riportare quella del luogo di origine. La facciata dell’edificio sacro doveva inoltre affacciarsi su una piazza antistante, al centro della quale sarebbe stata posta una fontana centrale, così come il palazzo nobiliare della famiglia emergente. In questo modo gli abitanti dei castelli avrebbero ricostruito, nello spazio urbano, la loro comunità. Erano sì cittadini aquilani, ma non per questo dovevano rinunciare alla cittadinanza dei villaggi d’origine!</p>
<p>Il 29 agosto 1294, Pietro Angeleri, originario di Isernia, e conosciuto come frate Pietro da Morrone, venne eletto Pontefice. La cerimonia di consacrazione si tenne proprio nella Basilica di Collemaggio, appena edificata per suo volere. Una Basilica che tutt’oggi è considerata sede della “Perdonanza Celestiana, proprio in nome della prodigiosa indulgenza di questo grande esponente della Chiesa.<br />
Dopo appena cinque mesi di pontificato, però, Papa Celestino “mosso da ragioni legittime, per bisogno di umiltà, di perfezionamento morale…per difetto di dottrina e per cattiveria del mondo…”, come egli stesso dichiarò, si dimise dal Pontificato. In buona sostanza, il suo fu un atto di rifiuto per la chiesa “politica”, in nome di una più alta spiritualità.</p>
<p>Intanto, sotto il potere angioino, l’Aquila non solo risorse più rigogliosa di prima, ma visse anche un periodo di pregevole crescita economica. In questo periodo fu anch istituita una fiera annuale che, allestita in concomitanza della “Perdonanza”; portò la città ad inserirsi nel circuito commerciale europeo.<br />
Carlo II d’Angiò, re di Napoli, guidò l’Aquila verso una nuova unificazione amministrativa, nominando un Camerlengo avente il compito di riscuotere i tributi pagati dalla città,,<br />
Successivamente tale Camerlengo  divenne presidente del Consiglio cittadino.<br />
L’Aquila si trasformò così in una vera e propria città autonoma, governata da una diarchia composta dal Consiglio e dal Capitano Regio.</p>
<p>Siamo nel XIV secolo.<br />
Il Medioevo sta per concludersi. E gli affari commerciali portano addirittura a battere moneta. L’Aquila è una città radiosa e prolifica.<br />
Ma lotte interne ed esterne l’accompagneranno alle soglie del Rinascimento.</p>
<p><strong>PATRIMONIO ARTISTICO. APPROFONDIMENTO: LA BASILICA DI SANTA MARIA DI COLLEMAGGIO.</strong></p>
<p>Voluta da Papa Celestino V nel 1294, la costruzione fu integrata e compiuta durante il secolo successivo, ma nel corso della storia l’edificio ha subito vari rifacimenti e ristrutturazioni, sia a causa di calamità naturali, quale appunto il terremoto del 1703, sia per via di cambiamenti di gusto architettonico e stilistico.<br />
La Basilica nasce in muratura piena e possente, come da impianto romanico, ma assorbe ben presto caratteristiche tipicamente gotiche , che verranno poi arricchite da importanti e solenni interventi di epoca rinascimentale e barocca.<br />
La sua facciata, costituita da tre portali fortemente strombati e di impianto romanico &#8211; poiché la strombatura segue la curva di un arco a pieno centro e non acuto &#8211; è certamente il capolavoro assoluto dell’arte abruzzese di tutti i tempi. Il portale centrale, riportante lo stemma di Celestino V, mostra stilemi gotici. Si tratta delle particolari colonnette tortili. Nella lunetta centrale vi è scolpita in basso e alto rilievo una Madonna col Bambino.<br />
Una particolarità è poi quella relativa all’elemento del “rosone”: non esiste, come di consueto, un solo grande rosone posto al centro della facciata. Nel caso della Basilica di Collemaggio, infatti, i due portali laterali, sono sormontati da altrettanti rosoncini minori.<br />
Originariamente, la Basilica era stata suddivisa in cinque navate. Queste divennero tre nel XIV secolo.<br />
Il soffitto è cassettonato e il pavimento presenta tarsie marmoree decorate da motivi geometrici bianchi e rossi, di chiaro riferimento all’ordine Templare.<br />
Sulla navata destra, infine, è conservato il mausoleo con le spoglie del Santo: San Pietro Celestino, un ex Pontefice dalla fama di grande taumaturgo.</p>
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		<title>GEMME DEL PATRIMONIO ARTISTICO ITALIANO FEROCEMENTE SFASCIATE DALLA NATURA</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Apr 2009 23:00:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[natura]]></category>
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		<description><![CDATA[submit_url ="http%3A%2F%2Fnews.sbngs.it%2Farticolo-news%2Fgemme-del-patrimonio-artistico-italiano-ferocemente-sfasciate-dalla-natura%2F17"
Pregare. Inginocchiati sulla prima panca posta dinanzi ad un altare finemente decorato a pietre intarsiate; tenere gli occhi bassi, chiusi, aprendoli a tratti per perdere lo sguardo nella lucentezza dei marmi pregiati del pavimento. Sostare, saldamente attoniti, con i gomiti fermi sull’appoggio ligneo, le mani strette, le dita incrociate. E la voce ingessata. Sentirla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="upnews_button" style="float: right; margin-left: 10px;"><script type="text/javascript">submit_url ="http%3A%2F%2Fnews.sbngs.it%2Farticolo-news%2Fgemme-del-patrimonio-artistico-italiano-ferocemente-sfasciate-dalla-natura%2F17"</script><script src="http://www.upnews.it/tools/.php" type="text/javascript"></script></div>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-18" title="terremoto-disfacimento" src="http://news.sbngs.it/wp-content/uploads/2009/04/terremoto-disfacimento.jpg" alt="terremoto-disfacimento" width="406" height="310" />Pregare. Inginocchiati sulla prima panca posta dinanzi ad un altare finemente decorato a pietre intarsiate; tenere gli occhi bassi, chiusi, aprendoli a tratti per perdere lo sguardo nella lucentezza dei marmi pregiati del pavimento. Sostare, saldamente attoniti, con i gomiti fermi sull’appoggio ligneo, le mani strette, le dita incrociate. E la voce ingessata. Sentirla tacere. Un rumore vuoto. Che non chiede più niente. Quando il cuore prega e chiama e implora. Aiuto e salvezza.<br />
Che cosa è accaduto? Cosa?<br />
Miseria apocalittica. Perdita di vite e di ricchezze. Di proprietà, di storia. E di speranza.<br />
Porsi domande. Tra le lacrime. A mani intrecciate. Una stretta che non stringe nulla. Restare lì, immobili e disorientati, in un luogo della storia. In un luogo che è la storia.<br />
Porsi domande, nuovamente. Porle a Dio. NominarLo, in un luogo edificato secoli addietro, nel Suo nome. E tentare di cercarLo, alzando gli occhi verso l’alto,verso il Suo Regno, incontrando un frammento di cielo plumbeo al di là di una cupola sfondata.<br />
E non si tratta di uno scorcio ardito di età barocca, non è uno sfondamento architettonico dipinto da Andrea Pozzo o Pietro Da Cortona. No! Quello che occhi disperati adesso vedono è un cielo vero, reale, un cielo ritagliato da quel che resta di una incantevole cupola a calotta cassettonata. Una gemma del Settecento italiano: la Basilica di Santa Maria del Suffragio, ferita a morte dal terremoto.<br />
Era stata edificata in stile barocco &#8211; ma di un barocco sobrio, per nulla ridondante e spettacoloso &#8211; questa mirabile chiesa. Era stata innalzata sulle macerie di un edificio precedentemente distrutto dal sisma del 1703. Il progetto fu realizzato da un architetto formatosi alla bottega del più noto Carlo Fontana: Carlo Buratti. I preziosi interventi di ristrutturazione magistralmente condotti soltanto pochi anni fa, sono stati un volo quasi inutile. La Basilica è ad oggi inagibile. Sventrata. Stuprata. Dissacrata dalla violenza di un sisma. La sua cupola, crollata ieri, lunedì 6 aprile 2009, era un gioiello del Neoclassicismo, restaurata di recente, nel 2003.<br />
Ma la città dell’Aquila conta purtroppo altre gravi perdite.<br />
La Chiesa di San Bernardino da Siena, una gemma architettonica tipicamente rinascimentale &#8211; come è leggibile dall’osservazione della facciata su tre livelli, scandita da coppie di colonne in stile dorico, ionico e corinzio, e dall’interno preziosamente barocco -,<br />
voluta dai Santi Giovanni da Capestrano e Giovanni della Marca, discepoli del santo senese, fu edificata esattamente quattro anni dopo la sua canonizzazione, nel 1454, e completata quasi un secolo dopo, nel 1542. Il terremoto ci ha sottratto la storica bellezza della sua torre campanaria.<br />
Inoltre, la cinquecentesca fortezza spagnola del Castello dell’Aquila, dove è ubicato il celebre Museo Nazionale d’Abruzzo insieme alle due soprintendenze ai beni architettonici e artistici, in seguito al cedimento del terzo piano, risulta ormai impraticabile. E per finire, i più importanti monumenti medievali dell’Aquila sono quasi tutti sinistrati.<br />
Il sentimento romantico del sublime e del terrifico, teorizzato da Burke e dipinto da Turner è oggi pregnante nei luoghi delle macerie; la consapevolezza da parte di ogni uomo, della propria impossibilità a gestire gli ignobili capricci che la natura fa, lo ha reso nuovamente nullo, minimo e disadatto a difendersi e a difendere la sua stessa storia.<br />
E dunque… i monumenti, I palazzi storici, le Basiliche, come avrebbero potuto difendersi dalla rabbia indomabile e repentina di questa natura criminale?<br />
Nessuna norma costruttiva antisismica avrebbe potuto essere applicata ai tempi in cui fu fabbricata la Torre Medicea a Santo Stefano di Sessanio, simbolo di uno dei più suggestionanti e fascinosi borghi medievali presenti nell’aquilano. Solo solide pietre…e la tenace laboriosità delle maestranze. Ed ora? Cosa rimane? Una montagnetta di frantumi. Una torre testimoniante il medioevo abruzzese, completamente sminuzzata dall’urto. E ridotta ad un mucchietto di cocci e inservibile. E sempre qui, a Santo Stefano, il portico di ingresso a tre arcate, della chiesetta sul lago è completamente franato.<br />
Ancora in provincia dell’Aquila, nella località di Pratola Peligna è stata rilevata una seria ferita all’architettura del Santuario della Madonna della Libera, tanto da disporre l’ordinanza di chiusura. E’ crollata invece parte della facciata, lo stesso rosone romanico e il soffitto, della chiesa di Sant’Eusanio, nell’omonima località di Sant’Eusanio Forconese.<br />
A  Villa Sant’Angelo, invece, la chiesa di San Michele, che era in fase di restauro si è quasi completamente polverizzata!<br />
Diversi centri storici, dopo la catastrofe, sono stati evacuati. Alcuni di questi, come Onna, Casentino, e le stesse Sant’Eusanio Forconese e Villa Sant’Angelo sonos tate definite città-fantasma. E questo smobilita, disarma, sbigottisce.<br />
Il sisma ha, però, spietatamente colpito non soltanto il territorio intorno a L’Aquila. Molteplici sono state le segnalazioni a distanza. La scossa violenta ha urtato anche le altre province della regione, provocando danni a numerosi beni culturali.<br />
Tra questi è necessario nominare piccoli centri nel pescarese, come Loreto Aprutino dove è completamente crollato il campanile della chiesa di S. Francesco, e Brittoli, dove ha invece ceduto il palazzo baronale e forti lesioni sono state rilevate alle architetture del centro storico.<br />
Certo, di fronte alla perdita di vite umane, di fronte ad un fiume di macerie dove nulla appartiene più a nessuno, di fronte allo scoramento di migliaia di sfollati, le testimonianze artistiche e architettoniche della nostra storia possono apparire poco rilevanti. Eppure! Eppure è doloroso assistere impotenti alla perdita di brano del nostro passato. I monumenti sono il volto della storia. Sono la storia: percorribile, ammirabile, e presente. Ancora.<br />
Ma oggi, posso con amarezza affermare che un po’ della mia storia e della storia di tutti gli italiani, è miseramente scomparsa.<br />
Qualcosa che aveva attraversato i secoli per giungere sino a qui, è venuto a mancare. Luoghi del nostro patrimonio artistico e culturale sono stati atrocemente violentati da qualcosa di imprevedibile (forse).<br />
Irrimediabilmente oltraggiati da una calamità naturale, oggi non sono più.<br />
La tutela, il rispetto, le norme di conservazione applicate, evidentemente possono poco di fronte alle decisioni che una natura imprevedibile, all’improvviso prende.</p>
<p><strong>Recensione di Giovanna Lacedra</strong></p>
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		<title>L&#8217;Aquila. Ore 3,30 del 6 aprile 2009 una data che gli italiani non debbono dimenticare</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Apr 2009 22:17:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'Aquila 2009]]></category>
		<category><![CDATA[l'aquila]]></category>
		<category><![CDATA[terremoto]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa sezione e' voluta fortemente da tutto lo staff di Sbn Global Services, per rammentare nel tempo che la natura non e' cattiva quanto la stupidità e l'avidità dell'uomo.

Vorremmo che gli Italiani ricostruissero non solo le case ma anche quello che nel tempo e' andato perduto: valori e principi.

Questa e' l'occasione giusta per dimostrarlo e metterlo in atto, aiutando questo meraviglioso popolo a ricostruire con dignità e serenità ciò che in questa catastrofe e andato perduto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="upnews_button" style="float: right; margin-left: 10px;"><script type="text/javascript">submit_url ="http%3A%2F%2Fnews.sbngs.it%2Farticolo-news%2Flaquila-ore-330-del-6-aprile-2009-una-data-che-gli-italiani-non-debbono-dimenticare%2F6"</script><script src="http://www.upnews.it/tools/.php" type="text/javascript"></script></div>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-4" title="laquila" src="http://news.sbngs.it/wp-content/uploads/2009/04/laquila.jpg" alt="laquila" width="397" height="330" />Questa sezione e&#8217; voluta fortemente da tutto lo staff di Sbn Global Services, per rammentare nel tempo che la natura non e&#8217; cattiva quanto la stupidità e l&#8217;avidità dell&#8217;uomo.</p>
<p>Vorremmo che gli Italiani ricostruissero non solo le case ma anche quello che nel tempo e&#8217; andato perduto: valori e principi.</p>
<p>Questa e&#8217; l&#8217;occasione giusta per dimostrarlo e metterlo in atto, aiutando questo meraviglioso popolo a ricostruire con dignità e serenità ciò che in questa catastrofe e andato perduto.<br />
<strong>Che le vittime di questo terremoto vengano onorate ricostruendo L&#8217;Aquila ed i comuni terremotati senza perdere nulla di ciò che era e che deve continuare ad essere: arte, cultura, tradizioni, usanze e costumi.</strong></p>
<p>Vorremmo che per una volta non contassero più i colori politici , la retorica o la demagogia ma che tutti facessimo la sola cosa importante: rimboccarci le maniche e ricostruire tutto il patrimonio culturale.</p>
<p>Noi di Sbn abbiamo creato un menù per  documentare tutto in un unico raccoglitore dal passato al futuro.</p>
<p>Saremo grati agli internauti che vorranno aiutarci a ricostruire tutto anche in maniera semplice senza per forza dover essere scrittori o fotografi.</p>
<p><strong>Come fare:</strong></p>
<p>L&#8217;utente che desidera partecipare a questa iniziativa deve inviare attraverso l&#8217;area personale del portale<br />
gli articoli e le foto.</p>
<p>Per ragioni di sicurezza tutti gli utenti debbono essere registrati al portale ed il materiale inviato deve<br />
essere firmato e deve recare eventuali fonti di provenienza.</p>
<p>Verranno esclusi tutti i materiali non consoni all&#8217;iniziativa del portale , cioè: di carattere politico, offensivi, polemici e di dubbia provenienza.</p>
<p>Ringraziamo sin da ora anche a nome di tutti gli Abruzzesi,  gli utenti che dedicheranno passione e tempo per questa iniziativa</p>
<p>lo staff di Sbn Global Services</p>
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