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	<title>News Turismo, Sport, Arte, Spettacolo - Sbn G.S. &#187; Attualità</title>
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	<description>IL PORTALE DEGLI EVENTI E DELL&#039;INFORMAZIONE</description>
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		<title>A Ellen Johnson Sirleaf, Leymah Gbowee e Tawakkul Karman il Nobel per la Pace 2011</title>
		<link>http://news.sbngs.it/articolo-news/a-ellen-johnson-sirleaf-leymah-gbowee-e-tawakkul-karman-il-nobel-per-la-pace-2011/3385</link>
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		<pubDate>Fri, 07 Oct 2011 18:11:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni1951</dc:creator>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie dal Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[7 ottobre 2011]]></category>
		<category><![CDATA[Amnesty International]]></category>
		<category><![CDATA[Ellen Johnson Sirleaf]]></category>
		<category><![CDATA[Leymah Gbowee]]></category>
		<category><![CDATA[nobel per la pace 2011]]></category>
		<category><![CDATA[premi nobel]]></category>
		<category><![CDATA[Tawakkul Karman]]></category>

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		<description><![CDATA[Amnesty International ha apprezzato la decisione del comitato del premio Nobel per la pace di riconoscere il lavoro delle attiviste impegnate nella difesa dei diritti delle donne nel mondo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="upnews_button" style="float: right; margin-left: 10px;"><script type="text/javascript">submit_url ="http%3A%2F%2Fnews.sbngs.it%2Farticolo-news%2Fa-ellen-johnson-sirleaf-leymah-gbowee-e-tawakkul-karman-il-nobel-per-la-pace-2011%2F3385"</script><script src="http://www.upnews.it/tools/.php" type="text/javascript"></script></div>
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</p>
<p>-<br />
<span style="FONT-SIZE: medium"><strong><em> <img class="alignleft size-medium wp-image-3388" title="leymah-gbowee-large" src="http://news.sbngs.it/wp-content/uploads/2011/10/leymah-gbowee-large-300x179.jpg" alt="leymah-gbowee-large" width="300" height="179" />AMNESTY INTERNATIONAL: ‘IL NOBEL PER  LA PACE E’ UN IMPORTANTE RICONOSCIMENTO ALLA LOTTA PER I DIRITTI DELLE  DONNE </em></strong></span></p>
<div>Amnesty International ha apprezzato la decisione del comitato del premio  Nobel per la pace di riconoscere il lavoro delle attiviste impegnate nella  difesa dei diritti delle donne nel mondo.</div>
<div>‘Questo premio riconosce cio’ che le attiviste e gli attivisti per i  diritti umani sanno da decenni: che la promozione dell’uguaglianza e’ il  fondamento per la costruzione di societa’ giuste e pacifiche’ – ha dichiarato  Salil Shetty, Segretario generale di Amnesty International.</div>
<div>‘Il lavoro senza sosta di queste e di innumerevoli altre attiviste ci porta  piu’ vicini a un mondo nel quale le donne vedranno protetti i loro diritti e  avranno maggiore influenza a ogni livello di governo. Oggi non celebriamo solo  tre importanti donne, ma tutte le persone che lottano per i diritti umani e  l’uguaglianza all’interno delle loro societa’’ – ha proseguito Shetty. ‘La  scelta di quest’anno del comitato Nobel incoraggera’ le donne di ogni parte del  mondo a proseguire la lotta per i loro diritti’.</div>
<div>Ellen Johnson Sirleaf, presidente della Liberia, e’ la prima donna a essere  stata democraticamente eletta presidente di un paese africano. Nel 1985 Amnesty  International l’aveva adottata come prigioniera di coscienza, a causa della sua  opposizione al governo dell’epoca.</div>
<div>Leymah Gbowee, attivista della Liberia, ha mobilitato le donne di diversi  gruppi etnici e religiosi per contribuire a porre fine alla guerra e ad  assicurare la partecipazione delle donne alle elezioni.</div>
<div>Tawakkul Karman, attivista dello Yemen, e’ tra le promotrici delle proteste  di massa iniziate quest’anno contro il governo del paese.</div>
<div>Roma, 7 ottobre 2011</div>
<div>-</div>
<div><a href="http://www.sbngs.it/italia/arte--contributi-utenti/il-nobel-2011-per-la-pace-a-tre-donne-attiviste-impegnate-nella-difesa-dei-diritti-della-donna/10398" target="_blank"><strong><em>Prosegui&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;</em></strong></a></div>
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</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Migliaia di bambini non hanno accesso all&#8217;istruzione nello Zimbabwe</title>
		<link>http://news.sbngs.it/articolo-news/migliaia-di-bambini-non-hanno-accesso-allistruzione-nello-zimbabwe/3380</link>
		<comments>http://news.sbngs.it/articolo-news/migliaia-di-bambini-non-hanno-accesso-allistruzione-nello-zimbabwe/3380#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 06 Oct 2011 18:43:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[bimbi a scuola]]></category>
		<category><![CDATA[diritti civili]]></category>
		<category><![CDATA[scuola negata]]></category>
		<category><![CDATA[zimbabwe]]></category>

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		<description><![CDATA[In un nuovo rapporto diffuso oggi, dal titolo ‘Dimenticati. L’impatto degli sgomberi di massa sul diritto all’istruzione nello Zimbabwe’, Amnesty International ha chiesto al governo dello Zimbabwe di garantire l’accesso all’istruzione alle bambine e ai bambini che vivono in nuovi insediamenti creati per ospitare le vittime di uno sgombero di massa avvenuto nel 2005. 
 
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="upnews_button" style="float: right; margin-left: 10px;"><script type="text/javascript">submit_url ="http%3A%2F%2Fnews.sbngs.it%2Farticolo-news%2Fmigliaia-di-bambini-non-hanno-accesso-allistruzione-nello-zimbabwe%2F3380"</script><script src="http://www.upnews.it/tools/.php" type="text/javascript"></script></div>
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</p>
<p>-<br />
<span style="FONT-SIZE: medium"><em><strong>RAPPORTO DI AMNESTY INTERNATIONAL SULLO ZIMBABWE: MIGLIAIA DI BAMBINE E BAMBINI  SENZA ACCESSO ALL’ISTRUZIONE A CAUSA DEGLI SGOMBERI FORZATI </strong></em></span></p>
<div><img class="alignleft size-medium wp-image-3382" title="zimbabwe_350" src="http://news.sbngs.it/wp-content/uploads/2011/10/zimbabwe_350-300x214.jpg" alt="zimbabwe_350" width="300" height="214" />In un nuovo rapporto diffuso oggi, dal titolo ‘Dimenticati. L’impatto degli  sgomberi di massa sul diritto all’istruzione nello Zimbabwe’, Amnesty  International ha chiesto al governo dello Zimbabwe di garantire l’accesso  all’istruzione alle bambine e ai bambini che vivono in nuovi insediamenti creati  per ospitare le vittime di uno sgombero di massa avvenuto nel 2005.</div>
<div>‘Gli insediamenti creati dal governo avrebbero dovuto dare una vita  migliore alle vittime di quello sgombero, che al contrario sono state affossate  ancora di piu’ nella poverta’. Negare loro l’istruzione significa negare ogni  reale prospettiva di tirarsi fuori da questa situazione di miseria’ – ha  dichiarato Michelle Kagari,vicedirettrice di Amnesty International per l’Africa.  ‘L’espulsione di persone da luoghi in cui avevano accesso all’istruzione e il  successivo diniego dello stesso ha avuto un impatto devastante sulla vita e sui  sogni di migliaia di bambine e bambini’.</div>
<div>Nel 2005, il governo giustifico’ lo sgombero di 700.000 persone nell’ambito  della cosiddetta ‘Operazione Murambatsvina’, affermando che quelle comunita’  vivevano in condizioni deplorevoli. Dopo lo sgombero di massa, venne avviato un  programma di edilizia chiamato ‘Operazione Garikai’ (vita migliore) in base al  quale diverse migliaia di persone avrebbero avuto un migliore accesso ai  servizi.</div>
<div>Migliaia di bambini e di adolescenti vennero allontanati dalle loro scuole  e in alcuni casi furono le scuole stesse a essere abbattute dal programma di  sgomberi.</div>
<div>Molte famiglie piombarono nella miseria a causa della distruzione delle  loro case e delle loro fonti di reddito, come piccoli mercati e bancarelle. In  questo modo, non riuscirono piu’ a pagare le rette scolastiche, i materiali e il  corredo.</div>
<div>Sei anni dopo, la maggioranza di coloro per cui il programma ‘Operazione  Garikai’ aveva previsto un pezzo di terra o un’abitazione vive ancora in tende  di plastica o in altre strutture fatiscenti, senza accesso a strade, mezzi  pubblici di trasporto e opportunita’ di lavoro.</div>
<div>Molti giovani hanno raccontato ad Amnesty International di essere stati  costretti, dopo lo sgombero, a cercare un lavoro per mantenere la famiglia. In  un insediamento chiamato Hatcliffe Extension, i bambini di 13 anni vanno a  cercare lavoro nell’edilizia. Molte bambine hanno riferito che siccome non  potevano andare piu’ a scuola hanno deciso di sposarsi.</div>
<div><a href="http://www.sbngs.it/italia/arte--contributi-utenti/diritti-civili-in-zimbabwe-migliaia-di-bimbi-hanno-laccesso-negato-allistruzione/10396" target="_blank"><strong><em>Prosegui &gt;&gt;&gt;&gt;</em></strong><br />
</a></div>
<p>-</p>
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</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Bin Laden, un bliz del commando americano uccide il capo del terrorismo internazionale</title>
		<link>http://news.sbngs.it/articolo-news/bin-laden-un-bliz-del-commando-americano-uccide-il-capo-del-terrorismo-internazionale/3287</link>
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		<pubDate>Mon, 02 May 2011 06:55:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanni</dc:creator>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie dal Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[2 maggio 2011]]></category>
		<category><![CDATA[al quaida]]></category>
		<category><![CDATA[bin laden]]></category>
		<category><![CDATA[diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[osama bin laden]]></category>
		<category><![CDATA[terrorismo internazionale]]></category>

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		<description><![CDATA[Osama bin Laden: il capo storico di Al Quaida, il nemico pubblico numero uno, l’uomo più ricercato al mondo, mandante degli attentati dell'11 settembre contro le Torri Gemelle di New York e contro il Pentagono a Washington, è finalmente stato ucciso da un bliz del comando americano in Pakistan.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="upnews_button" style="float: right; margin-left: 10px;"><script type="text/javascript">submit_url ="http%3A%2F%2Fnews.sbngs.it%2Farticolo-news%2Fbin-laden-un-bliz-del-commando-americano-uccide-il-capo-del-terrorismo-internazionale%2F3287"</script><script src="http://www.upnews.it/tools/.php" type="text/javascript"></script></div>
<p><span style="FONT-SIZE: medium"><em><img class="alignleft size-medium wp-image-3289" title="bin laden" src="http://news.sbngs.it/wp-content/uploads/2011/05/bin-laden-300x205.jpg" alt="bin laden" width="300" height="205" />Le televisioni mondiali aprono  la giornata del 2 maggi 2011 mostrando le  immagini di Osama bin Laden, ucciso in Pakistan</em></span>.</p>
<div>Osama bin Laden: il capo storico di Al Quaida, il nemico pubblico numero  uno, l’uomo più ricercato al mondo, mandante degli attentati dell&#8217;11 settembre  contro le Torri Gemelle di New York e contro il Pentagono a Washington, è  finalmente stato ucciso da un bliz del comando americano in Pakistan.</div>
<div>Tutte le televisoni ne annunciano la morte e mostrano le immagini sfigurate  di Osama Bin Laden, assieme a lui pare sia stato ucciso anche un figlio.</div>
<div>Grande entusiasmo nel mondo, per l&#8217;uccisione  del capo spirituale di tutto  il terrorismo internazionale, un duro colpo per gli estremisti islamici che  (sicuramente cercheranno un an&#8217;altro capo) dovranno riorganizzarsi.</div>
<div>L&#8217;uccisione di Bin Laden ha già avuto i suoi primi risultati positivi verso  la moneta americana.</div>
<div>Tokyo, 2 Balzo in avanti del dollaro rispetto alle principali divise  internazionali dopo l&#8217;annuncio della morte del leader di Al Qaida, Osama bin  Laden. Nel giro di un paio d&#8217;ore nella notte l&#8217;euro è passato da 1,4864 dollari  a 1,4771 dollari; il biglietto verde nei confronti dello yen vale 81,66 yen,  contro gli 80,96 yen di due ore prima.</div>
<div>Giovanni D&#8217;Albertis</div>
<div><strong><em>Prosegui&gt;&gt;&gt;&gt;</em></strong></div>
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		</item>
		<item>
		<title>8 marzo, un appello di Amnesty international per le donne del Nicaragua</title>
		<link>http://news.sbngs.it/articolo-news/8-marzo-un-appello-di-amnesty-international-per-le-donne-del-nicaragua/3245</link>
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		<pubDate>Tue, 08 Mar 2011 08:58:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni1951</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>

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		<description><![CDATA[In occasione dell’8 marzo, Giornata internazionale delle donne, la Sezione Italiana di Amnesty International promuove in Italia la campagna mondiale dell’organizzazione per i diritti umani per chiedere al governo del Nicaragua di porre fine alla violenza sessuale, dilagante nel paese. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="upnews_button" style="float: right; margin-left: 10px;"><script type="text/javascript">submit_url ="http%3A%2F%2Fnews.sbngs.it%2Farticolo-news%2F8-marzo-un-appello-di-amnesty-international-per-le-donne-del-nicaragua%2F3245"</script><script src="http://www.upnews.it/tools/.php" type="text/javascript"></script></div>
<p><span style="font-size: medium;"><em><img class="alignleft size-medium wp-image-3247" title="mimosa" src="http://news.sbngs.it/wp-content/uploads/2011/03/mimosa-300x224.jpg" alt="mimosa" width="300" height="224" />8 MARZO: ANCHE IN ITALIA LA CAMPAGNA DI  AMNESTY INTERNATIONAL PER CHIEDERE AL GOVERNO DEL NICARAGUA DI PORRE FINE ALLA  VIOLENZA SESSUALE. OLTRE 14.000 STUPRI IN 10 ANNI </em><br />
</span><br />
In  occasione dell’8 marzo, Giornata internazionale delle donne, la Sezione Italiana  di Amnesty International promuove in Italia la campagna mondiale  dell’organizzazione per i diritti umani per chiedere al governo del Nicaragua di  porre fine alla violenza sessuale, dilagante nel paese.</p>
<p>Tra il 1998 e il  2008, 14.337 donne e ragazze hanno denunciato di aver subito violenza sessuale.  In quasi la meta’ dei casi, si trattava di ragazze al di sotto dei 17 anni di  eta’. La maggior parte delle violenze e degli abusi avviene in ambito familiare.  Nonostante l’evidente gravita’ del problema, il governo del Nicaragua non si sta  ancora occupando di questa emergenza nascosta dei diritti umani.</p>
<p>Nel suo  appello al governo del presidente Daniel Ortega, Amnesty International chiede di  prevenire la violenza sessuale, proteggere le sopravvissute e garantire  giustizia e risarcimento alle giovani vittime di stupri.</p>
<p>Nonostante i  dati impressionanti, l’organizzazione per i diritti umani sottolinea come in  Nicaragua, cosi’ come in altri paesi dell’America Latina, lo stupro e gli abusi  sessuali siano reati poco denunciati, soprattutto se coinvolgono giovani ragazze  e se avvengono in famiglia.</p>
<p>Il sistema giudiziario non riesce a  proteggere le ragazze che hanno denunciato abusi sessuali o stupri alla polizia  e molte di loro restano intrappolate in situazioni di violenza senza una via  d&#8217;uscita ne’ giustizia. Anche nei casi in cui le inchieste vadano avanti, spesso  chi ha sporto denuncia abbandona il processo poiche’ troppo traumatico o  costoso. In alcuni casi, i presunti colpevoli sono rilasciati su cauzione senza  che vi siano adeguati controlli o supervisioni, con enormi rischi di ritorsioni  e vendette sulle donne che hanno subito violenza sessuale.</p>
<p>Le giovani  sopravvissute agli stupri o agli abusi sessuali ricevuto uno scarso, se non  nullo, sostegno dal governo per superare i traumi e ricostruire le loro vite. Le  piu’ fortunate trovano assistenza psicologica o legale in strutture  indipendenti, ma cio’ non e’ abbastanza per garantire aiuto a tutte quelle che  ne hanno bisogno.</p>
<p>Nel 2008, inoltre, e’ entrata in vigore una legge che  considera reato l’aborto in ogni sua forma e in qualsiasi circostanza. Questo  significa che le ragazze che restano incinte a seguito di uno stupro sono  lasciate senza possibilita’ di scelta.</p>
<p>Per promuovere l’appello al  governo del Nicaragua, la Sezione Italiana di Amnesty International ha anche  prodotto il  cortometraggio ‘Fermiamo la violenza sessuale contro donne e  ragazze’, in cui l’attrice Maria Scorza legge alcune testimonianze di donne e  ragazze che hanno trovato il coraggio di denunciare gli atti di violenza subiti.<br />
<strong><em><br />
L’appello e’ online al seguente indirizzo: </em></strong><a href="http://www.amnesty.it/donne_nicaragua" target="_blank"><strong><em>http://www.amnesty.it/donne_nicaragua </em></strong></a><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em>Per approfondimenti e per vedere il cortometraggio  ‘Fermiamo la violenza sessuale contro donne e ragazze’: </em></strong><a href="http://www.amnesty.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/3008" target="_blank"><strong><em><br />
http://www.amnesty.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/3008 </em></strong></a><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em>Roma, 7 marzo 2011</em></strong></p>
<p><strong><em>Leggi tutti gli altri comunicati stampa  all’indirizzo:<br />
</em></strong><a href="http://www.amnesty.it/archivio-tutte-news-comunicati.html" target="_blank"><strong><em>http://www.amnesty.it/archivio-tutte-news-comunicati.html </em></strong></a><strong><em></em></strong></p>
<p><strong><em></em></strong></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>8 marzo, ricorrenza annuale definita &#8220;Festa della donna&#8221;</title>
		<link>http://news.sbngs.it/articolo-news/8-marzo-ricorrenza-annuale-definita-festa-della-donna/3238</link>
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		<pubDate>Tue, 08 Mar 2011 08:01:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://news.sbngs.it/?p=3238</guid>
		<description><![CDATA[La Giornata Internazionale della Donna,

comunemente però definita Festa della Donna è un giorno di celebrazione per le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne ed è una festività internazionale celebrata in diversi paesi del mondo occidentale l'8 marzo. L'usanza di regalare mimose in occasione della festa non è invece diffusa ovunque.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="upnews_button" style="float: right; margin-left: 10px;"><script type="text/javascript">submit_url ="http%3A%2F%2Fnews.sbngs.it%2Farticolo-news%2F8-marzo-ricorrenza-annuale-definita-festa-della-donna%2F3238"</script><script src="http://www.upnews.it/tools/.php" type="text/javascript"></script></div>
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</p>
<p>-<br />
<strong><img class="alignleft size-medium wp-image-3241" title="8 marzo" src="http://news.sbngs.it/wp-content/uploads/2011/03/8-marzo-300x224.jpg" alt="8 marzo" width="300" height="224" />La Giornata Internazionale della Donna</strong>,</p>
<p>comunemente però definita  Festa della Donna è un giorno di celebrazione per le conquiste sociali,  politiche ed economiche delle donne ed è una festività internazionale celebrata  in diversi paesi del mondo occidentale l&#8217;8 marzo. L&#8217;usanza di regalare mimose in  occasione della festa non è invece diffusa ovunque. L&#8217;8 marzo era  originariamente una giornata di lotta, specialmente nell&#8217;ambito delle  associazioni femministe: il simbolo delle vessazioni che la donna ha dovuto  subire nel corso dei secoli. Tuttavia nel corso degli anni il vero significato  di questa ricorrenza è andato un po&#8217; sfumando, lasciando il posto ad una  ricorrenza caratterizzata anche &#8211; se non soprattutto &#8211; da connotati di carattere  commerciale e politico.</p>
<p><strong>L&#8217;origine </strong><br />
Manifestazione per l&#8217;8 marzo  nella città di Dacca.La prima giornata internazionale della donna fu celebrata  il 28 febbraio 1909 negli Stati Uniti in seguito alla sua dichiarazione da parte  del Partito Socialista Americano.</p>
<p>L&#8217;idea di istituire una giornata  internazionale della donna fu per la prima volta presa in considerazione  all&#8217;alba del 20° secolo, quando la rapida industrializzazione e l&#8217;espansione  economica portarono a molteplici proteste sulle condizioni di lavoro. La data  dell&#8217;8 marzo deriva da una leggenda sorta fra i circoli comunisti francesi negli  anni &#8216;50, secondo la quale alcune operaie di fabbriche tessili e di confezioni  avrebbero condotto una di tali proteste l&#8217;8 marzo del 1857 nella città di New  York per manifestare contro le precarie condizioni di lavoro e i bassi salari,  ma furono attaccate e disperse dalla polizia.</p>
<p>Nel 1910 si tenne la prima  conferenza internazionale delle donne nell&#8217;ambito della seconda internazionale  socialista a Copenaghen, nell&#8217;edificio del movimento operaio al 69 di Jagtvej la  Folkets Hus (Casa del Popolo) chiamata poi &#8220;Ungdomshuset&#8221;. Qui più di 100 donne  rappresentanti di 17 paesi scelsero di istituire una festa per onorare la lotta  femminile per l&#8217;ottenimento dell&#8217;uguaglianza sociale, chiamata Giornata  internazionale della Donna. L&#8217;anno seguente, la giornata mondiale della donna  segnò oltre un milione di manifestanti in Austria, Danimarca, Germania e  Svizzera. Poco dopo il 25 marzo 1911 l&#8217;incendio della fabbrica Triangle uccise  148 lavoratori. L&#8217;insufficienza delle misure di sicurezza è considerata la causa  dell&#8217;alto numero di morti. Questo portò molta attenzione sul tema della  sicurezza sul lavoro, tema molto caro alle giornate internazionali della donna  degli anni seguenti. Più tardi, all&#8217;inizio della prima guerra mondiale, le donne  di tutta europa tennero delle marce di pace l&#8217;8 marzo 1913.</p>
<p>La donne  russe si ritrovarono a manifestare il 23 febbraio 1917 (l&#8217;8 marzo del calendario  giuliano) per la morte di circa 2 milioni di soldati russi morti in guerra. Le  proteste continuarono per vari giorni fintanto che lo Zar fu costretto ad  abdicare ed il governo dovette concedere il diritto al voto anche alle donne. Da  quell&#8217;anno la festa viene celebrata in una data fissa, mentre precedentemente  era festeggiata l&#8217;ultima domenica di febbraio.</p>
<p>In Italia, nel secondo  dopoguerra, la giornata internazionale della donna fu ripresa e rilanciata  dall&#8217;UDI (Unione Donne Italiane) associando nel contempo alla data dell&#8217;8 marzo  l&#8217;ormai tradizionale fiore della mimosa.</p>
<p>Nell&#8217;ovest la giornata mondiale  della donna fu commemorata comunque anche se con sempre meno successo, fino alla  nascita del femminismo negli anni &#8216;60.</p>
<p>Il 1975 fu designato come &#8216;Anno  Internazionale dell Donne&#8217; dalle Nazioni Unite. Le organizzazioni delle donne  hanno osservato la giornata internazionale della donna in tutto il mondo l&#8217;8  marzo tenendo eventi su larga scala che onorassero gli avanzamenti della donna e  ricordassero diligentemente che la continua vigilanza e l&#8217;azione sono richieste  per assicurare che l&#8217;uguaglianza delle donne sia ottenuta e mantenuta in tutti  gli aspetti della vita. A partire da quell&#8217;anno la Nazioni Unite hanno  cominciato a celebrare la giornata internazionale della donna l&#8217;8 marzo. Due  anni dopo, nel dicembre 1977, l&#8217;assemblea generale delle Nazioni Unite adottò  una risoluzione proclamando una &#8220;giornata delle nazioni unite per i diritti  della donna e la pace internazionale&#8221; da osservare in un qualsiasi giorno  dell&#8217;anno dagli stati membri in accordo con le tradizioni storiche e nazionali  di ogni stato. Adottando questa risoluzione, l&#8217;assemblea generale riconobbe il  ruolo della donna negli sforzi di pace e riconobbe anche l&#8217;urgenza di porre fine  alla discriminazione ed ad aumentare il supporto alla piena ed eguale  partecipazione.</p>
<p><strong>La leggenda della fabbrica Cotton</strong></p>
<p>L&#8217;origine  di questa giornata è stata oggetto di strumentalizzazioni; una di queste  riguarda in Italia il settimanale &#8220;La lotta&#8221;, edito dalla sezione bolognese del  Partito Comunista Italiano, che nel 1952 pubblicò una storia rivelatasi poi un  falso storico.[3] Il settimanale comunista sostenne in un suo articolo che  l&#8217;origine della festa sarebbe risalita ad un grave fatto di cronaca avvenuto nel  1908 a New York: alcuni giorni prima dell&#8217;8 marzo, le operaie dell&#8217;industria  tessile Cotton iniziarono a scioperare per protestare contro le condizioni in  cui erano costrette a lavorare. Lo sciopero proseguì per diversi giorni finché  l&#8217;8 marzo Mr. Johnson, il proprietario della fabbrica, bloccò tutte le vie di  uscita; lo stabilimento venne devastato da un incendio e le 129 operaie  prigioniere all&#8217;interno non ebbero scampo. Questo falso ebbe ulteriore seguito  nella stampa comunista: l&#8217;Unione Donne Italiane nello stesso 1952 distribuì alle  iscritte libretti con un resoconto dell&#8217;incendio. Nel 1954 &#8220;Il Lavoro&#8221;,  settimanale della Cgil, aggiunse un fotomontaggio di Mr. Johnson con la bombetta  che si fa largo tra la massa di donne tenute dalla polizia. In realtà non esiste  alcun documento storico su questa fantomatica industria Cotton e sul suo  incendio.</p>
<p>Questa leggenda è la strumentalizzazione romanzata di un  gravissimo incidente realmente avvenuto, l&#8217;incendio che nel 1911 colpì la  Triangle Shirtwaist Company di New York. Le lavoratrici non erano in sciopero,  ma erano state protagoniste di una importante mobilitazione, durata quattro  mesi, nel 1909. L&#8217;incendio, per quanto le condizioni di sicurezza del luogo di  lavoro abbiano contribuito non poco al disastro, non fu doloso. Le vittime  furono 148, ma non furono tutte donne, anche se per il tipo di fabbrica erano la  maggior parte. I proprietari della fabbrica si chiamavano Max Blanck e Isaac  Harris, vennero prosciolti nel processo penale ma persero una causa civile.  L&#8217;incendio della Triangle è uno dei principali fatti commemorati dalla Giornata  Internazionale della Donna, ma non fu quell&#8217;incendio a dare origine a questa  Giornata: infatti avvenne un anno dopo della tradizionale data di nascita della  festa (il 1910) e l&#8217;8 marzo non ha nulla a che fare né con lo sciopero (iniziò  il 22 novembre) né con l&#8217;incendio (avvenne il 25 marzo)</p>
<p><a href="http://www.sbngs.it/italia/di-tutto--servizi-utili-in-evidenza/8-marzo-giornata-internazionale-della-donna/3034?yearID=2011&amp;monthID=3&amp;dayID=8" target="_blank"><strong><em>Prosegui&gt;&gt;&gt;&gt;</em></strong></a><br />
-</p>
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</p>
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		<title>Yara Gambirasio, il corpo senza vita ritrovato dopo 3 mesi di ricerche</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Feb 2011 18:29:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanni</dc:creator>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie da Italia]]></category>
		<category><![CDATA[26 febbraio 2011]]></category>
		<category><![CDATA[brembate]]></category>
		<category><![CDATA[delitti]]></category>
		<category><![CDATA[madone]]></category>
		<category><![CDATA[omicidi]]></category>
		<category><![CDATA[yara gambirasio]]></category>

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		<description><![CDATA[Nelle ultime ore di oggi la notizia che ci ha gelato l'animo è stata il ritrovamento del cadavere della giovanissima Yara.
Ora non possiamo fare altro che stringerci intorno al dolore della famiglia ed aspettare che gli inquirenti facciano al meglio il loro lavoro e trovino il colpevole o colpevoli di questo efferrato crimine.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="upnews_button" style="float: right; margin-left: 10px;"><script type="text/javascript">submit_url ="http%3A%2F%2Fnews.sbngs.it%2Farticolo-news%2Fyara-gambirasio-il-corpo-senza-vita-ritrovato-dopo-3-mesi-di-ricerche%2F3176"</script><script src="http://www.upnews.it/tools/.php" type="text/javascript"></script></div>
<p><span style="font-size: medium;"><em><img class="alignleft size-full wp-image-3178" title="yara gambirasio" src="http://news.sbngs.it/wp-content/uploads/2011/02/yara-gambirasio.jpg" alt="yara gambirasio" width="294" height="264" />Ritrovata Yara Gambirasio, la 13enne di  Brembate Sopra scomparsa il 26 novembre</em></span></p>
<p>26 febbraio 2011</p>
<p>Nelle ultime ore di oggi la notizia che ci ha gelato l&#8217;animo è stata il  ritrovamento del cadavere della giovanissima Yara.<br />
Ora non possiamo fare  altro che stringerci intorno al dolore della famiglia ed aspettare che gli  inquirenti facciano al meglio il loro lavoro e trovino il colpevole o colpevoli  di questo efferrato crimine.</p>
<p>In tutti i blog e socialnetwork la notizia  ha destato dolore e incredulità, nel cuore di tutti c&#8217;era ancora la speranza di  trovarla in vita, ma così non è, tutti hanno speso una parola di conforto per i  famigliari, ma anche grande rabbia per questa società che non ci protegge  più.</p>
<p>Secondo le prime informazioni, il corpo della tredicenne si trovava  in aperta campagna tra i paesi di Chignolo e Madone, a 10 km da Brembate. Il  cadavere è stato ritrovato nel terriccio da un appassionato di aereomodellismo a  tre mesi esatti dalla scomparsa.</p>
<p>L&#8217;uomo che ha scoperto il cadavere, si è  subito rivolto alle autorità, le quali intervenute nel luogo hanno trovato il  corpo in avanzato stato di decomposizione e soltanto i vestiti, uguali a quelli  che Yara indossava la sera della scomparsa, hanno consentito di risalire  all&#8217;identità del cadavere.<br />
Anche l&#8217;apparecchio ai denti che la fanciulla  aveva, è servito a riconoscerla.</p>
<p>Il corpo è stato ritrovato in un campo  incolto tra Madone e Chignolo d&#8217;Isola, a una decina di chilometri da casa sua,  in un&#8217;area incolta che, si trova a poche centinaia di metri da quello che era il  centro di coordinamento delle ricerche della ragazza, nel Comando di Polizia  Locale dell&#8217;Isola Bergamasca.</p>
<p>Non ci sono parole per definire questo  atroce delitto, ma tutti oltre a fare le più sincere condoglianze alla famiglia,  desidereremmo che gli assassini venissero trovati in fretta e che una volta per  tutte si iniziasse a fare giustizia&#8230;quella vera.</p>
<p>Questo è quello che  tutti i cittadini si aspettano, per la famiglia della piccola Yara e per i  nostri figli.</p>
<p><strong><em>Riposa in pace piccola Yara </em></strong></p>
<p><strong><em>_</em></strong></p>
<p><strong><em><a href="http://www.sbngs.it/italia/arte--contributi-utenti--umanitarie--diritti/yara-gambirasio-ritrovata-a-tre-mesi-dalla-scomparsa-un-atroce-delitto-26-febbraio-2011/10012" target="_blank">Prosegui&gt;&gt;&gt;&gt;</a><br />
</em></strong></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Fermare i crimini Libici: Onu e lega araba devono intervenire immediatamente!</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Feb 2011 19:11:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>johngabbiano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>

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		<description><![CDATA[Amnesty International ha chiesto al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e alla Lega araba, che stanno svolgendo riunioni in sessione speciale, di inviare immediatamente una missione in Libia per indagare sulle circostanze che hanno provocato la morte di centinaia di manifestanti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="upnews_button" style="float: right; margin-left: 10px;"><script type="text/javascript">submit_url ="http%3A%2F%2Fnews.sbngs.it%2Farticolo-news%2Ffermare-i-crimini-libici-onu-e-lega-araba-devono-intervenire-immediatamente%2F3170"</script><script src="http://www.upnews.it/tools/.php" type="text/javascript"></script></div>
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</p>
<p>-<br />
<span style="font-size: medium;"><em><img class="alignleft size-medium wp-image-3173" title="amnesty" src="http://news.sbngs.it/wp-content/uploads/2011/02/amnesty-300x296.jpg" alt="amnesty" width="300" height="296" />AMNESTY INTERNATIONAL CHIEDE AL CONSIGLIO DI  SICUREZZA E ALLA LEGA ARABA DI AGIRE IN MODO DECISO E IMMEDIATO PER FERMARE I  CRIMINI LIBICI </em></span></p>
<p>Amnesty International ha chiesto al  Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e alla Lega araba, che stanno  svolgendo riunioni in sessione speciale, di inviare immediatamente una missione  in Libia per indagare sulle circostanze che hanno provocato la morte di  centinaia di manifestanti. Questa indagine potrebbe dare luogo all’apertura di  procedimenti giudiziari presso la Corte penale internazionale (Icc).</p>
<p>Amnesty International ha anche chiesto al Consiglio di sicurezza  dell’Onu di imporre un embargo totale sulle armi alla Libia, alla luce delle  notizie che le forze di sicurezza stiano continuano a servirsi di armi,  munizioni e relativi equipaggiamenti militari e di polizia per usare forza  letale contro i manifestanti.</p>
<p>‘Il colonnello Gheddafi e il suo governo  sembrano disposti a uccidere tante persone quante necessarie per rimanere al  potere. La comunita’ internazionale deve agire ora per mettere fine a tutto  questo’ – ha dichiarato Salil Shetty, Segretario generale di Amnesty  International.</p>
<p>L’organizzazione per i diritti umani ha affermato che  l’Onu e la Lega araba devono immediatamente inviare rappresentanti in Libia, sia  congiuntamente sia separatamente, per indagare sulla situazione sul campo e  riferire rapidamente al Consiglio di sicurezza, anche determinando se la portata  dei crimini commessi in Libia richieda il deferimento del Consiglio di sicurezza  all’Icc.</p>
<p>L’Alto commissario per i diritti umani dell’Onu, Navi Pillar,  ha dichiarato ieri che l’operato delle autorita’ libiche contro i manifestanti  puo’ equivalere a crimini contro l’umanita’.</p>
<p>Il 20 febbraio, Saif  al-Islam al-Gaddafi, figlio del colonnello Gheddafi, ha dichiarato in  televisione che l’esercito potrebbe ‘avere un ruolo importante, qualunque sia il  prezzo’ per porre fine alle proteste antigovernative e che le autorita’ libiche  ‘combatteranno fino all’ultimo uomo, all’ultima donna e all’ultima pallottola’.</p>
<p>‘E’ oltraggioso che il figlio di Gheddafi si senta in diritto di  annunciare pubblicamente che e’ pronto a massacrare libici per tenere stretto il  potere del padre’.</p>
<p>‘La comunita’ internazionale deve immediatamente  chiarire a tutti coloro che fanno parte del governo libico, dell’esercito e  degli apparati di sicurezza che loro e chi esegue i loro ordini saranno chiamati  a rispondere del loro operato per crimini di diritto internazionale, come quelli  denunciati attualmente’ – ha proseguito Shetty.</p>
<p>Secondo le informazioni  ricevute dagli ospedali nella zona orientale della Libia, circa 200 persone  sarebbero state uccise fino al 20 febbraio. Il numero aggiornato potrebbe essere  molto piu’ alto poiche’ le notizie arrivano solo dai principali ospedali e  probabilmente molte famiglie hanno seppellito i loro cari in forma privata,  senza far registrare il decesso.</p>
<p>‘Il Consiglio di sicurezza deve mettere  immediatamente fine alle esportazioni e ai trasferimenti di tutte le armi ed  equipaggiamenti militari verso la Libia. Le persone vengono uccise  intenzionalmente a centinaia’ – ha aggiunto Shetty. ‘Gli altri stati non devo  essere complici di ulteriori uccisioni. Tutte le forniture militari e di polizia  e la cooperazione con la Libia devono essere sospese immediatamente e fino a  quando il rischio di queste gravi violazioni dei diritti umani non sara’  finito’.</p>
<p>Amnesty International ha chiesto anche all’Unione africana di  agire.</p>
<p>‘Tutti gli organismi internazionali di cui la Libia e’ parte  devono riconoscere la portata di questa crisi. L’Unione africana deve  urgentemente affrontare le gravi violazioni dei diritti umani che vengono  commesse in Libia in una sessione speciale del suo Consiglio per la pace e la  sicurezza’ – ha concluso Shetty.</p>
<p>FINE DEL  COMUNICATO<br />
Roma, 22 febbraio 2011</p>
<p><strong><em>L&#8217;approfondimento sulla  situazione in Medio Oriente e Nord Africa è online qui:<br />
</em></strong><a href="http://www.amnesty.it/dalla-tunisia-a-egitto-richiesta-di-liberta" target="_blank"><strong><em>http://www.amnesty.it/dalla-tunisia-a-egitto-richiesta-di-liberta </em></strong></a><strong><em></em></strong></p>
<p><strong><em>Leggi tutti gli altri comunicati stampa all’indirizzo:<br />
</em></strong><a href="http://www.amnesty.it/archivio-tutte-news-comunicati.html" target="_blank"><strong><em>http://www.amnesty.it/archivio-tutte-news-comunicati.html </em></strong></a><strong><em><br />
</em></strong><br />
-</p>
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		<title>La moto Italiana che tutti gli appassionati vorrebbero, Ducati Diavel Carbon</title>
		<link>http://news.sbngs.it/articolo-news/la-moto-italiana-che-tutti-gli-appassionati-vorrebbero-ducati-diavel-carbon/3063</link>
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		<pubDate>Tue, 08 Feb 2011 19:36:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Motori]]></category>

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		<description><![CDATA[Moto da sogno, frutto della genialità e creatività italiana,  e'  il nuovo ed accattivante Ducati Diavel nato da decenni di esperienza Ducati nel campo dei motori bicilindrici oltre alla competenza tecnica maturata sui campi di gara, a cui si associa uno stile squisitamente italiano.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="upnews_button" style="float: right; margin-left: 10px;"><script type="text/javascript">submit_url ="http%3A%2F%2Fnews.sbngs.it%2Farticolo-news%2Fla-moto-italiana-che-tutti-gli-appassionati-vorrebbero-ducati-diavel-carbon%2F3063"</script><script src="http://www.upnews.it/tools/.php" type="text/javascript"></script></div>
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</p>
<p>-<br />
<span style="font-size: medium;"><em><img class="alignleft size-medium wp-image-3068" title="Diavel-Carbon_2011_Amb_R_14" src="http://news.sbngs.it/wp-content/uploads/2011/02/Diavel-Carbon_2011_Amb_R_14-300x200.jpg" alt="Diavel-Carbon_2011_Amb_R_14" width="300" height="200" />Ducati Diavel Carbon, l&#8217;ultima nata della  casa motociclistica Bolognese </em></span></p>
<p><em>Moto da sogno, frutto della genialità e creatività italiana,  e&#8217;   il nuovo ed accattivante Ducati Diavel nato da decenni di esperienza Ducati nel  campo dei motori bicilindrici oltre alla competenza tecnica maturata sui campi  di gara, a cui si associa uno stile squisitamente italiano. Da questa  combinazione tutta italiana, stile e prestazioni prendono una nuova forma  consentendo a Ducati ancora una volta, di allargare gli orizzonti  dell&#8217;ingegneria motociclistica mondiale. </em></p>
<p><em>-<br />
</em></p>
<p><strong><em>Note essenziali  tratte dal sito ufficiale della Ducati: <a href="http://www.ducati.it/" target="_blank">www.ducati.it</a></em></strong></p>
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Il Testastretta 11°, già apprezzato sulla Multistrada 1200,  oggi compie un ulteriore passo avanti in termini di performance, elasticità e  piacere di guida, sfruttando una potenza ancora maggiore, ma mantenendola allo  stesso tempo docile e fruibile. Il nuovo impianto di scarico massimizza i  cavalli e migliora l’efficienza di erogazione, così come la radicale modifica  del diagramma della distribuzione permette di ottenere una curva di coppia piena  anche ai bassi regimi, aumentando la naturale guidabilità del Diavel.<br />
La  regolarità di funzionamento del Testastretta 11° garantisce consumi ed emissioni  ridotte.</p>
<p>Cerchi Marchesini forgiati e finemente lavorati di macchina per  ridurre il peso a 207 Kg, rivestimento antiattrito al carbonio diamantato DLC  della forcella Marzocchi. Flange portadischi in alluminio fresato.<br />
Vestizione  in carbonio e trattamento black dei dettagli estetici. Tutto questo per fare del  Diavel Carbon il magico punto d’incontro tra estetica e  prestazione.</p>
<p><strong>Motore</strong><br />
Tipo Testastretta 11°, Bicilindrico a L,  distribuzione Desmodromica 4 valvole per cilindro, raffreddamento a  liquido<br />
Potenza 162 CV &#8211; 119,1 kW @ 9500 rpm<br />
Coppia 13 kgm &#8211; 127,5 Nm @  8000 rpm<br />
<strong>Trasmissione</strong><br />
Frizione Multidisco in bagno d’olio con  comando idraulico, sistema di asservimento ed  antisaltellamento<br />
<strong>Veicolo</strong><br />
Sospensione anteriore Forcella Marzocchi  a steli rovesciati da 50 mm completamente regolabile con riporto DLC sugli  steli<br />
Ruota anteriore Forgiati in lega leggera, 9 razze con lavorazioni a  vista, 3,50 x 17<br />
Sospensione posteriore Progressiva con monoammortizzatore  Sachs completamente regolabile.<br />
Regolazione remota del precarico molla.  Forcellone monobraccio in alluminio<br />
Ruota posteriore Lega leggera, 9 razze  con lavorazioni a vista, 8,00 x 17<br />
Freno anteriore 2 dischi semiflottanti da  320 mm, pinze Brembo monoblocco ad attacco<br />
radiale a 4 pistoncini, ABS di  serie<br />
Freno posteriore Disco da 265 mm, pinza flottante a 2  pistoncini<br />
Capacità serbatoio benzina 17 l<br />
Peso a secco 207 kg<br />
Altezza  sella 770 mm<br />
Tecnologia Riding Mode, DTC, Ride by Wire, ABS, chiave Hands  free, cruscotto TFT, luci LED</p>
<p>Tutte le foto sono tratte dal sito ufficiale della Ducati: <strong><em><a href="http://www.ducati.it/" target="_blank">www.ducati.it</a></em></strong></p>
<p><strong><em><a href="http://www.sbngs.it/italia/made-in-italy--contributi-aziende/ducati-diavel-carbon-un-sogno-diventato-realta-grazie-alla-creativita-dellazienda-italiana/9963" target="_blank">Prosegui&gt;&gt;&gt;&gt;</a></em></strong></p>
<p><strong><em>
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</em></strong></p>
<p><strong><em><br />
</em></strong><br />
-</p>
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		<title>Amnesty: interventi urgenti, per evitare disgrazie come il rogo a Roma.</title>
		<link>http://news.sbngs.it/articolo-news/amnesty-interventi-urgenti-per-evitare-disgrazie-come-il-rogo-a-roma/3059</link>
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		<pubDate>Mon, 07 Feb 2011 19:05:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>

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		<description><![CDATA[La Sezione Italiana di Amnesty International intende esprimere il proprio cordoglio ai familiari di Raul Mircea, Fernando, Patrizia e Sebastian, i quattro bambini rom morti la sera del 6 febbraio a Roma nell'incendio del riparo di fortuna in cui abitavano, in un accampamento non autorizzato nei pressi della via Appia. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="upnews_button" style="float: right; margin-left: 10px;"><script type="text/javascript">submit_url ="http%3A%2F%2Fnews.sbngs.it%2Farticolo-news%2Famnesty-interventi-urgenti-per-evitare-disgrazie-come-il-rogo-a-roma%2F3059"</script><script src="http://www.upnews.it/tools/.php" type="text/javascript"></script></div>
<p><span style="font-size: medium;"><em><img class="alignleft size-medium wp-image-3061" title="vigili_fuoco1_ufs--400x300" src="http://news.sbngs.it/wp-content/uploads/2011/02/vigili_fuoco1_ufs-400x300-300x225.jpg" alt="vigili_fuoco1_ufs--400x300" width="300" height="225" />DICHIARAZIONE DELLA SEZIONE ITALIANA DI AMNESTY INTERNATIONAL </em></span></p>
<p><em><strong>La Sezione Italiana di Amnesty International intende  esprimere il proprio cordoglio ai familiari di Raul Mircea, Fernando, Patrizia e  Sebastian, i quattro bambini rom morti la sera del 6 febbraio a Roma  nell&#8217;incendio del riparo di fortuna in cui abitavano, in un accampamento non  autorizzato nei pressi della via Appia. </strong></em></p>
<p>Quello di ieri non e’,  purtroppo, il primo incidente mortale di questo tipo che si verifica in Italia  in un accampamento dove vivono comunita’ rom. L’organizzazione per i diritti  umani ritiene che non sia piu’ rimandabile una riflessione attenta sulle  politiche realizzate nel paese nei confronti delle comunita’ rom e sinte, spesso  intrappolate in un circolo vizioso di discriminazione e poverta’.</p>
<p>Nel  settembre 2010, Amnesty International aveva scritto al sindaco di Roma Gianni  Alemanno in riferimento agli annunci di un piano di sgombero, apparentemente  aggiuntivo rispetto al i’Piano nomadii’, di 200 accampamenti abusivi a Roma, e  all’asserita intenzione di voler tenere il massimo numero di rom a Roma entro le  6000 unita’, attraverso gli sgomberi forzati. In tale occasione l&#8217;organizzazione  aveva ricordato che e’ vietato dal diritto internazionale utilizzare gli  sgomberi come misura deterrente nei confronti della presenza di cittadini  stranieri sul territorio.</p>
<p>L’organizzazione per i diritti umani resta in  attesa di una risposta, che descriva in dettaglio le misure prese dalle  autorita’ competenti per garantire che qualunque sgombero sia effettuato nel  pieno rispetto della normativa internazionale.</p>
<p>Amnesty International  ribadisce oggi che una politica di sgomberi forzati senza adeguate alternative  abitative non puo’ costituire una risposta alla poverta’ e all&#8217;emarginazione di  tante persone rom, le quali vanno anzitutto rispettate nella loro dignita’ e nei  loro diritti umani e coinvolte nelle scelte che le riguardano.</p>
<p>L’organizzazione per i diritti umani chiede che la risposta alla  tragedia di ieri non sia un nuovo ricorso a sgomberi forzati, che esporrebbero  le persone colpite a ulteriori abusi, quanto piuttosto un&#8217;attenta protezione dei  diritti umani delle migliaia di bambini, donne e uomini rom che vivono a Roma e  in altre citta’ d’Italia, anche attraverso politiche che assicurino il diritto a  un alloggio adeguato e l&#8217;accessibilita’ dei servizi.</p>
<p><strong><em>Roma, 7 febbraio 2011</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em><br />
</em></strong></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>La Ferrari F150, ha tutte le caratteristiche per vincere il campionato 2011</title>
		<link>http://news.sbngs.it/articolo-news/ferrari-f150-ha-tutte-le-caratteristiche-dellauto-vincente/3039</link>
		<comments>http://news.sbngs.it/articolo-news/ferrari-f150-ha-tutte-le-caratteristiche-dellauto-vincente/3039#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 31 Jan 2011 19:13:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni1951</dc:creator>
				<category><![CDATA[Automobilismo]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie da Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[F150: è la nuova monoposto destinata a competere nel Campionato del Mondo di Formula 1 di quest'anno.  La scelta del nome rappresenta l'omaggio che la Ferrari vuole fare all'Unità d'Italia, di cui quest'anno ricorre il centocinquantesimo anniversario.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="upnews_button" style="float: right; margin-left: 10px;"><script type="text/javascript">submit_url ="http%3A%2F%2Fnews.sbngs.it%2Farticolo-news%2Fferrari-f150-ha-tutte-le-caratteristiche-dellauto-vincente%2F3039"</script><script src="http://www.upnews.it/tools/.php" type="text/javascript"></script></div>
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</p>
<p>-<br />
<em><span style="font-size: medium;"> <img class="alignleft size-medium wp-image-3041" title="ferrari f150" src="http://news.sbngs.it/wp-content/uploads/2011/01/home1600x670-300x201.jpg" alt="ferrari f150" width="300" height="201" />Il 28 gennaio 2011, è stata presentata la  nuova vettura di Formula 1 dalla Ferrari</span></em><span style="font-size: medium;"><em> &#8220;Ferrari F150&#8243;</em></span></p>
<p>F150: è la nuova monoposto destinata a competere nel Campionato del Mondo di  Formula 1 di quest&#8217;anno.  La scelta del nome rappresenta l&#8217;omaggio che la  Ferrari vuole fare all&#8217;Unità d&#8217;Italia, di cui quest&#8217;anno ricorre il  centocinquantesimo anniversario. Il Tricolore, da molti anni presente sulle  monoposto di Maranello, nel 2011 avrà una collocazione ancora più significativa  nella livrea della vettura. <strong>&#8220;La Ferrari è l&#8217;espressione dell&#8217;eccellenza, del  talento e della creatività italiani&#8221; &#8211; ha dichiarato il Presidente Luca di  Montezemolo &#8211; &#8220;</strong>Tutti gli uomini e le donne che lavorano con impegno e  passione a Maranello condividono l&#8217;orgoglio e la responsabilità di rappresentare  il nostro Paese nel mondo ed è con questo spirito che abbiamo voluto dedicare  questa monoposto ad un evento così importante per l&#8217;Italia intera.&#8221; Il  Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano,ha espresso il suo apprezzamento  per l&#8217;iniziativa e ha colto l&#8217;occasione per fare l&#8217;in bocca al lupo alla  Scuderia per la stagione che sta per cominciare.</p>
<p><a href="http://www.sbngs.it/italia/made-in-italy--contributi-aziende/formula-1-ferrari-f-150-unauto-davvero-entusiasmante-e-sicuramente-vincente/9954" target="_blank"><strong><em>Prosegui&gt;&gt;&gt;&gt;</em></strong></a><br />
-</p>
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</p>
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