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	<title>News Turismo, Sport, Arte, Spettacolo - Sbn G.S. &#187; Pittura</title>
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	<description>IL PORTALE DEGLI EVENTI E DELL&#039;INFORMAZIONE</description>
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		<title>Italo Turri Monzon visto dallo storico dell&#8217;arte Donato Di Sepio</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Jun 2009 20:16:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nella storia di un artista, specie se articolata da eventi non comuni è culturalmente complessa.
La vita di un uomo è semplicissima, ma la vita di un filosofo, di un pittore, di uno scrittore, può diventare molto complessa se le sue opere non sono semplicemente “prodotti” di quella vita che anzi sono “essi” a produrla, nella sua realtà più profonda - come nel caso di Italo Turri - ha avuto il potere di mutare, di rendere la propria personalità simile a uno specchio di guisa.....vi si rifletta; “perchè un genio - afferma Marcel Proust - consiste nel ‘potere riflettente’ e non nella quantità intrinseca dello spettacolo riflesso”. Italo Turri, infatti, nel suo essere schivo, diffidente era un artista “strano”, e nel suo essere umile e solitario era un artista-poeta. “Strano perchè frustrato dall’incomprensione di una società che non riusciva a capire il perchè Turri si fosse autoemarginato, ridotto a vivere del disagio esistenziale. “Artista-poeta”, perchè guardare le sue opere è come leggere l’intensità poetica della sua arte. .....Per un uomo la cui vita è come una “Monade” (Leibniz), l’intuire figurativo aliena ogni contenuto ed esteriorità, e solo il sentimento lo mantiene in unità soggettiva con l’Io interno.....]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="upnews_button" style="float: right; margin-left: 10px;"><script type="text/javascript">submit_url ="http%3A%2F%2Fnews.sbngs.it%2Farticolo-news%2Fitalo-turri-monzon-visto-dallo-storico-dellarte-donato-di-sepio%2F687"</script><script src="http://www.upnews.it/tools/.php" type="text/javascript"></script></div>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-688" title="20090602101901" src="http://news.sbngs.it/wp-content/uploads/2009/06/20090602101901.jpg" alt="20090602101901" width="314" height="330" />L&#8217;ARTE E IL MISTERO:<br />
TURRI ITALO;<br />
LA VITA DENTRO L&#8217;OPERA TRA SIMBOLICO E INFORMALE<br />
(di Donato Di Sepio)</p>
<p>Nella storia di un artista, specie se articolata da eventi non comuni è culturalmente complessa.<br />
La vita di un uomo è semplicissima, ma la vita di un filosofo, di un pittore, di uno scrittore, può diventare molto complessa se le sue opere non sono semplicemente “prodotti” di quella vita che anzi sono “essi” a produrla, nella sua realtà più profonda &#8211; come nel caso di Italo Turri &#8211; ha avuto il potere di mutare, di rendere la propria personalità simile a uno specchio di guisa&#8230;..vi si rifletta; “perchè un genio &#8211; afferma Marcel Proust &#8211; consiste nel ‘potere riflettente’ e non nella quantità intrinseca dello spettacolo riflesso”. Italo Turri, infatti, nel suo essere schivo, diffidente era un artista “strano”, e nel suo essere umile e solitario era un artista-poeta. “Strano perchè frustrato dall’incomprensione di una società che non riusciva a capire il perchè Turri si fosse autoemarginato, ridotto a vivere del disagio esistenziale. “Artista-poeta”, perchè guardare le sue opere è come leggere l’intensità poetica della sua arte&#8230; Per un uomo la cui vita è come una “Monade” (Leibniz), l’intuire figurativo aliena ogni contenuto ed esteriorità, e solo il sentimento lo mantiene in unità soggettiva con l’Io interno&#8230; Quello che è formidabile in quest’artista, è appunto la grande forza emotiva, l’aver riportato emotività nell’arte. La sua è una conoscenza intima,”intelligere” è quasi un leggere dentro, “intus legere” cioè dotato di percezione distinta unita alla facoltà di riflettere l’oggetto dell’intuizione sensibile da ritrarre o comporre. La sua morte, il 9 Aprile 1995, se ha chiuso il capitolo della sua travagliata esistenza, non ha esaurito, per nostra fortuna, quello della sua pittura: come capita alle opere dei Grandi &#8211; sempre vive &#8211; attorno ad esse si parla, si critica, in esse si specchia un’epoca e le sue interpretazioni di periodi storici buoni o difficili e tutti da rivisitare. Se poi sia stato un divisionista, sperimentalista, informalpostimpressionista, simbolrealista, poco importa: ogni sua classificazione, per quanto infinita, appartiene alle epoche dell’uomo.</p>
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		<title>Pittura, Pablo Picasso e il Cubismo spiegato agli adolescenti</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Jun 2009 07:14:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pittura]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
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		<description><![CDATA[IL CUBISMO è certamente stata l’avanguardia più sovversiva, quella che ha capovolto il modo di fare arte, aprendo anche la strada all’astrattismo, e ispirando i Futuristi Italiani. Per comprenderla dobbiamo innanzitutto contestualizzarla, e successivamente soffermarci sul percorso personale del genio che l’ha “avviata”: Pablo Picasso.
Contesto: nel 1905 Albert Einstein propone la “Teoria della RELATIVITA’ “ secondo la quale la realtà non è più qualcosa di ASSOLUTO, unico e ordinato,bensì è FRAMMENTATA, per cui non esiste più una verità assoluta, ma tante verità RELATIVE ai frammenti che vengono presi in considerazione; la realtà non è un tutto unico ma un insieme di frammenti. Questo influenza inevitabilmente l’arte visiva, e proprio il cubismo assorbirà a pieno questo concetto della REALTA’ FRAMMENTATA.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="upnews_button" style="float: right; margin-left: 10px;"><script type="text/javascript">submit_url ="http%3A%2F%2Fnews.sbngs.it%2Farticolo-news%2Fpittura-pablo-picasso-e-il-cubismo-spiegato-agli-adolescenti%2F258"</script><script src="http://www.upnews.it/tools/.php" type="text/javascript"></script></div>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-259" title="20090610105413" src="http://news.sbngs.it/wp-content/uploads/2009/06/20090610105413-203x300.jpg" alt="20090610105413" width="203" height="300" /></p>
<p><span style="font-size: medium;"><em>Articolo di <a href="http://www.sbngs.it/italia/giochi-svago--informazioni--collaboratori/giovanna-lacedra-artista-e-docente-di-storia-dellarte/5372" target="_blank">Giovanna  Lacedra</a> del 10 giugno 2009</em></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><em> <a href="http://www.sbngs.it/italia/arte--dal-portale" target="_blank">Visita la sezione arte di Sbngs</a><br />
</em></span></p>
<p>IL CUBISMO è certamente stata l’avanguardia più sovversiva, quella che ha  capovolto il modo di fare arte, aprendo anche la strada all’astrattismo, e  ispirando i Futuristi Italiani. Per comprenderla dobbiamo innanzitutto  contestualizzarla, e successivamente soffermarci sul percorso personale del  genio che l’ha “avviata”: Pablo Picasso.<br />
Contesto: nel 1905 Albert Einstein  propone la “Teoria della RELATIVITA’ “ secondo la quale la realtà non è più  qualcosa di ASSOLUTO, unico e ordinato,bensì è FRAMMENTATA, per cui non esiste  più una verità assoluta, ma tante verità RELATIVE ai frammenti che vengono presi  in considerazione; la realtà non è un tutto unico ma un insieme di frammenti.  Questo influenza inevitabilmente l’arte visiva, e proprio il cubismo assorbirà a  pieno questo concetto della REALTA’ FRAMMENTATA.<br />
Ma chi era Pablo Picasso, il  suo “iniziatore?<br />
Il suo è certamente un nome noto anche chi sa poco di storia  dell’arte. È l’artista ad oggi più rubato e più quotato nelle aste. Un uomo di  grande carisma, un artista poliedrico, energico, in continua evoluzione, sempre  mosso dal desiderio di sperimentare e creare nuovi linguaggi. Un vero genio,  sicuro di sé. E infatti, raggiunta la fama (poiché fu il solo pittore a  riscuotere già in vita così tanto successo, e ad esser conteso da così tanti  galleristi, in quella Parigi città d’arte, che era l’approdo per coloro che &#8211;  come Brancusi dalla Romania e Modigliani dall’Italia &#8211; sognavano di diventare  celebri artisti, e intanto scolpivano e dipingevano in povertà), Picasso soleva  dire:“VOLEVO DIVENTARE UN GRANDE ARTISTA…<br />
..INFATTI… SONO DIVENTATO  PICASSO!!!”<img class="alignright size-medium wp-image-260" title="20090610103852" src="http://news.sbngs.it/wp-content/uploads/2009/06/20090610103852-191x300.jpg" alt="20090610103852" width="191" height="300" /><br />
Nato a Malaga, in Spagna, nel 1881, Pablo dimostrò fin da piccolo  grandi doti artistiche. Suo padre, orgoglioso di questo, già a 13 anni lo  iscrisse ad una scuola di disegno dal vero e pittura. Ma lui non fu solo  “Cubismo”. Il Cubismo è un punto di arrivo, una conquista, un momento &#8211;  probabilmente il più importante -<br />
della sua storia di artista. Il linguaggio  cubista è stato un po’ la sua scoperta. Rovesciando tutte le regole compositive  dell’opera d’arte, Picassso ha rotto definitivamente con l’arte del passato.<br />
Ma prima di arrivare al Cubismo, quali sono state le altre tappe del suo  cammino artistico?<br />
Pablo Picasso all’età di 14 anni sapeva dipingere la  realtà e gli esseri umani in maniera perfetta, non aveva più nulla da imparare.  Quello che invece anelava a trovare era un proprio linguaggio pittorico, uno  stile nuovo.<br />
E così, dopo il suo primo soggiorno a Parigi, in cui imitò un  po’ la pittura di Degas o dei post-impressionisti, hanno inizio le due nuove  fasi del suo percorso pittorico:<br />
IL PERIODO BLU (1901-1904): Il blu è il  colore che prevale nelle figure come negli sfondi delle opere appartenenti a  questo periodo; un blu che sa di freddezza, di gelo, di profondo dolore. Infatti  il periodo in cui emerge questo stile non è dei più felici; Pablo vive a Parigi  di stenti e miserie, non ha ancora sfondato. E la povertà diventa il tema  centrale delle opere dipinte in questo periodo: poveri, emarginati, gente  miserabile o sola. Figure chiuse in una solitudine fredda, in una distanza che è  mancanza di amore, e dai corpi volutamente allungati e scarni. In questo periodo  egli ottenne il primo contratto con un gallerista: per uno stipendio di 150  franchi accettò di fornirgli un certo numero di opere al mese.<br />
IL PERIODO  ROSA (1904 &#8211; 1906) : Picasso passa gradualmente dal blu ai toni più caldi del  rosa, o rosa-aranciato. Si può dire che nel 1904 pian piano, di tela in tela,  andò integrando al blu, velature di colori caldi e rosati. Di qui il nome di  “Periodo Rosa”. Le figure protagoniste dei dipinti sono ancora persone fuori dal  comune, ma oltre ai poveri si aggiungono i saltimbanchi, i giocolieri, gli  artisti di strada, gli arlecchini… insomma, personaggi più creativi e felici, in  qualche modo…e anche la povertà con queste velature di rosa assume toni più  poetici e addolciti.<br />
Poi, nel 1906, arriva la grande scoperta della sua  vita: in una mostra al MUSEO DEL TROCADERO (attuale Museé dell’Homme) di Parigi,  Pablo vede, e resta ammaliato, dalle sculture e dalle maschere dell’arte  Primitiva Africana, soprattutto quelle provenienti dal Congo e dalla Costa  d’Avorio. La schematicità geometrica di quelle maschere aveva già sedotto e  influenzato la pittura del livornese Modigliani, suo amico e nemico, ma per  Picasso furono una vera e propria illuminazione: la razionalità di quest’arte,  la sintesi geometrica e spigolosa di questi volti divennero la sua ossessione.  Prese a fare bozzetti su bozzetti di CABEZE (teste) in cui cercava di  disimparare le sue strabilianti conoscenze anatomiche del volto umano, per  ridurlo ad una sintesi schematica simile a quella dell’arte primitiva e che  creasse una rottura con l’arte del passato, come mai era stato fatto fino ad  allora. Inoltre in Picasso era sorta un’esigenza ancora più forte: quella di  creare un’arte che non fosse più imitazione della realtà, ma che divenisse  autonoma. IL QUADRO DOVEVA ESISTERE DI PER SE’, NON COME SPECCHIO DELLA  REALTA’.<br />
Ecco la partenza del CUBISMO: l’arte africana e il bisogno di non  imitare più la realtà per come la vediamo.<br />
Nel 1907 Picasso si chiude per  alcuni mesi nel suo appartamento-atelier in Rue Ravagnan a Montmartre &#8211; dove  conviveva con la sua compagna Fernande Olivier &#8211; a lavorare su una enorme tela,  che sconvolse, e lasciò sgomenti, i primi artisti a cui l’artista la mostrò: si  tratta dell’opera-manifesto del Cubismo, che ne segna ufficialmente la  nascita.<br />
LE DOMOISELLE D’AVIGNON:<br />
Cinque donne completamente schematizzate  e deformate da uno stile pittorico tagliente e spigoloso. Cinque nudi femminili  che di riferimenti all’eleganza, all’armonia e alla bellezza femminile ne hanno  ben pochi. Sembrano invece, come affermò un critico d’arte vedendo l’opera per  la prima volta, figure “tagliate con l’accetta”. I canoni proporzionali sono  stati completamente sconvolti. E con quest’opera Picasso distrugge  definitivamente le leggi compositive tradizionali: non c’è più la prospettiva  usata sin dal 1400.<br />
LE CINQUE FIGURE FRAMMENTATE, SCOMPOSTE. COSì COME LO  SPAZIO IN CUI SONO DISPOSTE<br />
I volti, sintetizzati in linee taglienti, sono  un chiaro riferimento alle maschere africane. Ma la figura inginocchiata a  sinistra ha qualcosa di più sconvolgente: il suo volto è frontale, mentre il  corpo è visto di schiena. Da questa figura, da questa scelta di mostrare  contemporaneamente due parti del corpo che nessuno potrebbe mai vedere nello  stesso istante, parte la poetica del Cubismo.<br />
Cerchiamo di capire: se siamo  di fronte ad una persona ne vediamo il viso, il petto, il busto, la pancia, le  cosce, le ginocchia… tutto in versione frontale. Se invece questa persona resta  immobile e noi ci spostiamo nello spazio attorno a lei, cambiando punto di  vista, ovvero, ponendoci alle sue spalle, avremo un’altra visione. Vedremo la  nuca, i capelli, le spalle, la schiena e così via. Non è permesso però, ai  nostri occhi, vedere allo stesso tempo un viso e una schiena. Per farlo dobbiamo  spostarci, e per spostarci necessitiamo di tempo, anche solo pochi istanti. Ma  quei pochi istanti creano un prima (in cui la figura era frontale) e un dopo (in  cui la figura è di spalle). Ora, se il pittore avesse voluto rappresentare la  realtà per come la vediamo e come tutti gli artisti avevano fatto prima di lui,  avrebbe dipinto una donna vista completamente di fronte o completamente di  spalle. E invece no! La rivoluzione cubista sta proprio in questo, e nel  principio di relatività: ciò che vediamo di un oggetto o di un soggetto è sempre  relativo al punto di vista da cui lo osserviamo: lo stesso oggetto, fermo nello  spazio di una stanza, possiamo vederlo da molteplici punti di vista. I punti di  vista cambiano non appena cambia la nostra posizione nello spazio.<br />
Prendiamo  un cubo, mettiamolo su un tavolo. Osserviamolo. Ne vediamo tre facce. Se ci  inginocchiamo, ne vediamo solo due, la base superiore non esiste più; se ci  spostiamo intorno al cubo, lentamente, vedremo altre due facce e via  discorrendo. La visione del cubo cambia in base alla nostra collocazione nella  stanza. Quello che Picasso &#8211; e poi Braque, il pittore che con lui aderirà al  Cubismo, fino al 1915 &#8211; cerca è una VISIONE SIMULTANEA DELLA REALTA’ IN TUTTI I  SUOI POSSIBILI PUNTI DI VISTA.<br />
Ma vedere un cubo da tutti i punti di vista  nella realtà non è possibile! È possibile invece sulla tela!<br />
Come?  SCOMPONENDO L’OGGETTO IN TUTTI I SUOI PUNTI DI VISTA, E RICOMPONENDOLO POI SULLA  TELA SFACCETTATO. Ecco la realtà non più assoluta, ma relativa al punto di vista  da cui la si osserva. Un cubo, per vederne tutte le sue facce nello stesso  tempo, lo si scompone. Come se fossimo contemporaneamente in ogni punto della  stanza o lo vedessimo da tutte le angolazioni. E non è solo l’oggetto ad essere  frantumato, scomposto in tutte le sue possibilità visive. Viene scomposto anche  lo spazio in cui questo si trova, e quindi lo sfondo. Perché quando osserviamo  qualcosa, accogliamo nel nostro campo visivo anche lo sfondo, che può essere una  parete, un armadio, una finestra, un viale, un prato, qualunque cosa…<br />
Con la  scoperta cubista Picasso e Braque aggiungono alla 3° dimensione (lo spazio) la  4° dimensione (il tempo): la dimensione SPAZIOTEMPORALE entra nell’arte. Lo  spazio e il tempo che impiegheremmo per spostarci intorno all’oggetto e vederlo,  appunto, prima in un modo, poi, in un altro, si fondono. Il prima e il dopo non  esistono più: esiste lo SPAZIOTEMPO.<br />
L’opera d’arte adesso non imita più la  realtà, ma esiste come una entità autonoma, che costruisce una nuova  dimensione..E per separare ancora di più l’arte dalla realtà, per rendere il  quadro ancor più autonomo, i cubisti inventano la tecnica del COLLAGE:  l’inserimento nell’opera di materiali eterogenei ( lettere, numeri, carte da  parati, frammenti di giornale, brandelli di tessuto o tela cerata, incollati  sulla tela). L’intervento del collage crea una ulteriore separazione con l’arte  intesa come imitazione della realtà, aprendo la strada all’astrazione. E la  scomposizione della realtà in piani, poi ricomposti e incastrati poi sulla tela,  è invece preziosa per la nascita del Futurismo.</p>
<p>Giovanna Lacedra</p>
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		<title>Mostre Venezia. Napolitano inaugura la 53. Esposizione Internazionale d&#8217;Arte di Venezia</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Jun 2009 17:47:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E’ partita. Domenica 7 giugno la 53. Esposizione Internazionale d’Arte ha aperto le grandi pubbliche. Fare Mondi // Making Worlds // Bantin Duniyan // Weltenmachen // Construire des Mondes // Fazer Mundos, il cui direttore è Daniel Birnbaum, dal 2001 Rettore della Staedelschule di Francoforte sul Meno (Germania) e del suo spazio espositivo Portikus, accademia che concilia l’insegnamento dell’arte contemporanea con la sperimentazione e la ricerca creativa.

Fare Mondi // Making Worlds collega in un’unica mostra le sedi espositive del rinnovato Palazzo delle Esposizioni della Biennale (Giardini) e dell’Arsenale, e riunisce, inclusi i collettivi, più di novanta artisti da tutto il mondo, con nuove opere di tutti i linguaggi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="upnews_button" style="float: right; margin-left: 10px;"><script type="text/javascript">submit_url ="http%3A%2F%2Fnews.sbngs.it%2Farticolo-news%2Fmostre-venezia-napolitano-inaugura-la-53-esposizione-internazionale-darte-di-venezia%2F180"</script><script src="http://www.upnews.it/tools/.php" type="text/javascript"></script></div>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-181" title="20090608082847" src="http://news.sbngs.it/wp-content/uploads/2009/06/20090608082847.jpg" alt="20090608082847" width="350" height="263" />E’ partita. Domenica 7 giugno la 53. Esposizione Internazionale d’Arte ha aperto le grandi pubbliche. Fare Mondi // Making Worlds // Bantin Duniyan // Weltenmachen // Construire des Mondes // Fazer Mundos, il cui direttore è Daniel Birnbaum, dal 2001 Rettore della Staedelschule di Francoforte sul Meno (Germania) e del suo spazio espositivo Portikus, accademia che concilia l’insegnamento dell’arte contemporanea con la sperimentazione e la ricerca creativa.</p>
<p>Fare Mondi // Making Worlds collega in un’unica mostra le sedi espositive del rinnovato Palazzo delle Esposizioni della Biennale (Giardini) e dell’Arsenale, e riunisce, inclusi i collettivi, più di novanta artisti da tutto il mondo, con nuove opere di tutti i linguaggi.</p>
<p>“Il titolo stesso della 53. Esposizione Fare Mondi // Making Worlds” ha dichiarato Birnbaum, “esprime il mio desiderio di sottolineare il processo creativo. Un’opera d’arte è una visione del mondo e, se presa seriamente, può essere vista come un modo di fare mondi”.</p>
<p>Sabato pomeriggio intanto, prima dell’apertura al grande pubblico, si è svolta una cerimonia per la presentazione del restauro e la restituzione alla città del monumento alla Partigiana, opera di Carlo Scarpa con statua di Augusto Murer, sulla riva ai Giardini di Castello, evento al quale è intervenuto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.</p>
<p><a href="http://www.sbngs.it/italia--veneto--venezia/arte--dal-portale--arti-visive" target="_blank">APPROFONDISCI L’ARTICOLO &gt;&gt;</a></p>
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