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	<title>News Turismo, Sport, Arte, Spettacolo - Sbn G.S. &#187; Libri</title>
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		<title>Franca Foffo: un diario inedito della Dolce Vita, la Sua prima opera</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Feb 2011 09:23:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni1951</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E’ in libreria un diario inedito della Dolce Vita che, attraverso i piaceri della tavola, racconta segreti, vizi e virtù dei grandi personaggi dello Star System, dagli anni ’50 ai giorni nostri. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="upnews_button" style="float: right; margin-left: 10px;"><script type="text/javascript">submit_url ="http%3A%2F%2Fnews.sbngs.it%2Farticolo-news%2Ffranca-foffo-un-diario-inedito-della-dolce-vita-la-sua-prima-opera%2F3105"</script><script src="http://www.upnews.it/tools/.php" type="text/javascript"></script></div>
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<p>-<br />
<span style="font-size: medium;"><em><img class="alignleft size-medium wp-image-3107" title="franca foffo" src="http://news.sbngs.it/wp-content/uploads/2011/02/01-255x300.jpg" alt="franca foffo" width="255" height="300" />Prima opera di Franca Foffo “E le stelle  stanno a mangiare. La dolce vita continua.”</em></span></p>
<p><em><strong>prefazione di Tullio Gregory<br />
2010, Sovera  Edizioni</strong></em></p>
<p>E’ in libreria un diario inedito della Dolce Vita che,  attraverso i  piaceri della tavola, racconta segreti, vizi e virtù dei grandi   personaggi dello Star System, dagli anni ’50 ai giorni nostri.La penna vivace e  commossa della giovane autrice &#8211; insieme ai cento scatti d’epoca che corredano  il libro – disegna, con tanta allegria e un pizzico di nostalgia, una galleria  di ritratti quotidiani eppure irripetibili, lasciando spesso che il gossip ceda  il passo alle emozioni. Al centro di questo affresco moderno, c’è Mimmo  Cavicchia con la sua Taverna Flavia: il mitico ristorante romano frequentato dal  variegato popolo di artisti e cinematografari che animava le notti della  capitale.<br />
“Protagonista, non semplice osservatore, Mimmo ha di quegli anni  un ricordo partecipato, avvincente, sempre autentico e ne affida la scrittura a  sua nipote Franca, in pagine tese fra mito e realtà”, commenta Tullio Gregory  nella sua prefazione. “Sarebbe difficile, inutile, ricordare tutti gli attori e  i registi che affollano la Flavia (sono troppi, sono tutti) lasciando a volte  nei menu (come la celebre insalata Veruschka)  il loro ricordo, una traccia… in  una foto, in un autografo, magari in una ciocca di capelli (quelli di Abbe  Lane); sovrane, incorniciate in un lussuoso porta ventagli, le scarpette di Liz  Taylor. Nobili e regnanti, da re Gustavo di Svezia ai reali di Grecia, ai  sovrani di Monaco, Ranieri e Grace… e ancora Soraya, la principessa triste,  dagli occhi di giada, colmi di malinconia; poi Nixon, vicepresidente degli Stati  Uniti, che Mimmo neppure riconosce… Peter O’Toole e Dustin Hoffman…”<br />
Ava  Gardner e Walter Chiari, Audrey Hepburn e Mel Ferrer, Burton e Liz, Sinatra e  Barbara: “Amori che nascono e che finiscono – ricorda Mimmo – litigate furiose,  amanti vere, presunte, nascoste o svelate al mondo, sorrisi falsi, abbracci  affettuosi, baci d’amore e baci d’addio. Ed io, spettatore di questa fauna  variopinta, complice di quel mondo colorato. Per me questo è il massimo della  vita. Sembra di essere in un film mai girato”.<br />
Franca Foffo si appassiona a  questo ‘film impossibile’ fin da bambina, tra i vip e le star di un’altra  generazione: ”Appena potevo andavo al ristorante da mio zio. Ricordo i pranzi  con Alba Parietti e Valeria Marini, le cene con Lory Del Santo, Gianluca Vialli  e Roberto Mancini. … Una sera lo zio aveva lasciato in piedi ad aspettare Hugh  Grant e sua madre perché non li aveva riconosciuti. Intervenni io, perché Hugh  era molto timido. La stessa cosa capitò con Pierce Brosnam. …Una sera Vittorio  Sgarbi trascinò sul divano Anne Nicole Smith e iniziò a spogliarla fra i flash  dei fotografi. Un delirio. Venivano anche Roffredo Gaetani Lovatelli e la sua  compagna Ivana Trump. Arrivavano con l’autista: Rossano Rubicondi. Ma da qui  sono passati davvero tanti mostri sacri: Almodovar, Woody Allen, Bo Derek,  Quentin Tarantino, Stallone, Jodie Foster, Ben Kingsley, Mike Tyson, Joan  Collins. Tanti cantanti, da Roger Waters dei Pink Floyd a Zucchero e Toquinho,  che ha tenuto un mini-concerto blindato dopo cena. …Come diciamo sempre: la  Dolce Vita non è un farmaco in scadenza”.</p>
<p>Arricchiscono il testo alcune  lettere inedite di Liz Taylor, Ava Gardner, una dedica di Giorgio De Chirico e  un’intervista a Franca Foffo e Mimmo Cavicchia, dal titolo “ La Dolce Vita  continua”, curata da Franco Rebolini. La prefazione è di Tullio  Gregory</p>
<p>Franca Foffo vive e lavora tra Roma e Parigi. Si occupa di  comunicazione e organizzazione di grandi eventi. Ama i dolci e ovviamente la  Taverna Flavia. Questa è alla sua opera prima.</p>
<p><a href="http://www.sbngs.it/italia/arte--dal-portale/libri-2010-il-primo-libro-di-franca-foffo-e-le-stelle-stanno-a-mangiare-la-dolce-vita-continua/9977" target="_blank"><strong><em>Prosegui&gt;&gt;&gt;&gt;</em></strong></a><br />
-</p>
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</p>
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		</item>
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		<title>Paolo Crepet indaga il Cuore ferito di una donna. Recensione di Valentina Basile</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Oct 2009 17:29:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni libri]]></category>
		<category><![CDATA[a una donna tradita]]></category>
		<category><![CDATA[einaudi]]></category>
		<category><![CDATA[paolo crepet]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni libri]]></category>
		<category><![CDATA[valentina basile]]></category>

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		<description><![CDATA[Una donna può conoscere diverse forme di tradimento. Da parte di un uomo, di un padre, di un’amica, di una madre, di una figlia. Ma Paolo Crepet, noto psichiatra e sociologo, nel suo libro “A una donna tradita”, ci insegna come il peggior tradimento che una donna si possa trovare ad affrontare sia sottile e si sviluppi in segreto, lentamente. Nasce dalle viscere e si nutre di quelle viscere stesse. E’ un continuo sentirsi strette nel proprio corpo, come se fosse di una taglia più piccola e impedisse di respirare. Si cerca aria all’esterno, come si può. La madre della protagonista l’ha cercata andando via di casa, trovando un uomo con il quale stare in silenzio e mettendo al mondo due figli che non ama. Un ragazzo costretto a spegnersi, bruciato troppo in fretta per l’eccesso di libertà e una piccola donna, vissuta con l’ossessione di somigliare a sua madre, a suo padre, o di non somigliare affatto a nessuno dei due.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="upnews_button" style="float: right; margin-left: 10px;"><script type="text/javascript">submit_url ="http%3A%2F%2Fnews.sbngs.it%2Farticolo-news%2Fpaolo-crepet-indaga-il-cuore-ferito-di-una-donna-recensione-di-valentina-basile%2F2003"</script><script src="http://www.upnews.it/tools/.php" type="text/javascript"></script></div>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-2004" title="header_amoroso" src="http://news.sbngs.it/wp-content/uploads/2009/10/header_amoroso1-198x300.jpg" alt="header_amoroso" width="198" height="300" /><em>Recensione di Valentina Basile</em></p>
<p>Una donna può conoscere diverse forme di tradimento. Da parte di un uomo, di  un padre, di un’amica, di una madre, di una figlia. Ma Paolo Crepet, noto  psichiatra e sociologo, nel suo libro “<strong>A una donna tradita</strong>”, ci insegna  come il peggior tradimento che una donna si possa trovare ad affrontare sia  sottile e si sviluppi in segreto, lentamente. Nasce dalle viscere e si nutre di  quelle viscere stesse. E’ un continuo sentirsi strette nel proprio corpo, come  se fosse di una taglia più piccola e impedisse di respirare. Si cerca aria  all’esterno, come si può. La madre della protagonista l’ha cercata andando via  di casa, trovando un uomo con il quale stare in silenzio e mettendo al mondo due  figli che non ama. Un ragazzo costretto a spegnersi, bruciato troppo in fretta  per l’eccesso di libertà e una piccola donna, vissuta con l’ossessione di  somigliare a sua madre, a suo padre, o di non somigliare affatto a nessuno dei  due. E’ questa donna che Crepet indaga. Ne scruta ogni stato d’animo, ogni  emozione. Persino quella più buia e vuota. Però non ne indica mai il nome, nè ne  descrive i tratti in maniera particolare. Ci lascia soltanto una briciola di  parvenza da assaporare per potercela immaginare e permetterci di immedesimarci  in lei.</p>
<p>&lt;&lt;Era il mio egoismo a trasformarsi in malvagità o era  invece la mia capacità di sopravvivere alla morte dei sentimenti e delle  relazioni ad emergere? Non potevo che essere sola. Destino e  salvezza&gt;&gt;.</p>
<p>E’ in questo modo che la donna si rifugia in un ammasso  di indifferenza ed ossessione, anche quando la vita le donerà una figlia, che  lei non riuscirà ad amare, perché l’amore è un sentimento che non conosce. Una  figlia che la abbandonerà, così come ha fatto sua madre, come ha fatto lei con  la sua, in una sorta di ciclicità affettiva che rispecchia un tradimento che non  riesce a trovar fine. Per arrestarlo bisognerebbe perdonare, e perdonarsi. Ma  non è poi così semplice.<br />
La donna di Crepet diventa tutte le donne. Quelle  che non sanno amare perchè non hanno ricevuto amore. Che soffrono in silenzio  pur di non urlare al mondo ciò che sentono. Tutte le donne che si rifugiano  nella fortezza blindata della loro solitudine accecante pur di non permettere  più a nessuno di fare loro del male, ma non possono andare via da loro stesse e  forse questo fa’ loro più male di tutto.</p>
<p><strong>Paolo Crepet<br />
A una donna tradita<br />
pp. 162, euro 15<br />
Einaudi,  2008</strong></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>I Re di Orlich, racconto breve di Romualdo Marguati Schicchi</title>
		<link>http://news.sbngs.it/articolo-news/i-re-di-orlich-racconto-breve-di-romualdo-marguati-schicchi/1751</link>
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		<pubDate>Tue, 01 Sep 2009 20:25:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>

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		<description><![CDATA[Sai che ore sono?" disse il vecchio con un italiano senza accenti, ma con la 'o' di 'ore' insolitamente aperta. E la ragazza: "Non porto mai l'orologio, mi disturba quando suono il flauto"..."poi è così suggestivo ascoltare quello che racconti. Non so proprio che ora sia....Oddio, non starò perdendo l'autobus?". E il vecchio "Di solito, quando arriva il tuo autobus, l'ombra del cartellone di pubblicitario dall'altra parte tocca la muretta di marmo là in fondo....ci arrivera tra un quarto d'ora". Il vecchio non metteva l'accento e usava sempe la stessa 'o' aperta "..vai a piedi?".."No no, rimango e aspetto, sono stanchissima"."Beh, dai raccontami di qualche spettacolo che hai fatto con lui quando era attore, recitavi anche tu? "..."a voulte si, abbiamo fatto il Sosia di Plauto, entrava lui, entravo io, avevamo fatto le prove in una casa di Zalipie, poi abbiamo portato lo spettacolo a Tarnòw....eravamo talmente uguali, anche nella voce, ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="upnews_button" style="float: right; margin-left: 10px;"><script type="text/javascript">submit_url ="http%3A%2F%2Fnews.sbngs.it%2Farticolo-news%2Fi-re-di-orlich-racconto-breve-di-romualdo-marguati-schicchi%2F1751"</script><script src="http://www.upnews.it/tools/.php" type="text/javascript"></script></div>
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<br />
-</p>
<div id="attachment_1752" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-1752" title="Immag010_01" src="http://news.sbngs.it/wp-content/uploads/2009/09/Immag010_01-300x225.jpg" alt="Bei tempi" width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">Bei tempi</p></div>
<p><span style="font-size: medium;">I personaggi che agiscono nel racconto sono  immaginari soggetti di fantasia. Qualsiasi collegamento con persone realmente  esistite o esistenti o con fatti veramente accaduti è puramente causale e non  voluta dall&#8217;autore.</span></p>
<p>Sai che ore sono?&#8221; disse il vecchio con un  italiano senza accenti, ma con la &#8216;o&#8217; di &#8216;ore&#8217; insolitamente aperta. E la  ragazza: &#8220;Non porto mai l&#8217;orologio, mi disturba quando suono il flauto&#8221;&#8230;&#8221;poi è  così suggestivo ascoltare quello che racconti. Non so proprio che ora  sia&#8230;.Oddio, non starò perdendo l&#8217;autobus?&#8221;. E il vecchio &#8220;Di solito, quando  arriva il tuo autobus, l&#8217;ombra del cartellone di pubblicitario dall&#8217;altra parte  tocca la muretta di marmo là in fondo&#8230;.ci arrivera tra un quarto d&#8217;ora&#8221;. Il  vecchio non metteva l&#8217;accento e usava sempe la stessa &#8216;o&#8217; aperta &#8220;..vai a  piedi?&#8221;..&#8221;No no, rimango e aspetto, sono stanchissima&#8221;.&#8221;Beh, dai raccontami di  qualche spettacolo che hai fatto con lui quando era attore, recitavi anche tu?  &#8220;&#8230;&#8221;a voulte si, abbiamo fatto il Sosia di Plauto, entrava lui, entravo io,  avevamo fatto le prove in una casa di Zalipie, poi abbiamo portato lo spettacolo  a Tarnòw&#8230;.eravamo talmente uguali, anche nella voce, sì &#8230;.uguali &#8230;. che  davvero nessuno ci riusciva a distinguere con addosso gli abiti di scena. In  realtà, a parte le mani e &#8230;.come si dice&#8230; di&#8230;.di profilo&#8230; siamo diversi  di profilo, lui ha sempre avuto una mascella pronunciata, prominente, io  no&#8230;&#8230;. ma questo si vedeva soltanto di profilo&#8230;..avevamo studiato la scena  in modo da non metterci mai&#8230;.mai di profilo. davanti eravamo davvero  uguali&#8221;&#8230;e la ragazzina &#8220;eh, ora pure, senza gli occhiali e senza capelli  sembrate uguali, stesso modo di parlare, stesso linguaggio&#8230;..io non vedo  queste differenze&#8230;.anche la voce sembra uguale, l&#8217;accento, le movenze&#8230;&#8230;è  straordinario&#8221;&#8230;&#8230;.&#8221;ma siete sempre rimasti in contatto? perchè lui è tanto  che non faceva più l&#8217;attore credo, no?&#8221;.E il vecchio &#8220;non so da quanti anni, noi  abbiamo smesso nel &#8216;48, nel 1948, io sono andato a lavorare nella Compagnia  Elettrica, abbiamo sistemato le linee vicino le miniere di Wieliczka, poi ci  siamo spostati ogni quattro mesi in altri posti, io ho continuato a lavorare e  non ho piu&#8217; pensato al teatro, in fondo dovevamo proteggerci dal pericolo dell&#8217;  invasione, almeno questo credevamo&#8221;. &#8220;Terribile doveva essere&#8221; disse la  ragazza&#8221;noi viviamo in un mondo diverso&#8230;.ora i giovani di tutto il mondo si  scrivono, si conoscono, viaggiano, c&#8217;è liberta, c&#8217;è l&#8217;arte che unisce i giovani,  i popoli. Se io penso&#8230;.per esempio al tuo paese, alla Polonia, penso a  Swiatoslaw Richter&#8230;. un pianista formidabile, non penso alle guardie, ai treni  ai divieti, penso alla libertà, che ce n&#8217;è un poca di libertà lì, no, si suona,  si recita, no?&#8230;..umh sta arrivando un autobus&#8230;&#8221; e il vecchio sospirò e disse  &#8220;mah, ora è tardi, prima delle prossime prove parleremo di quello che si  recitava&#8230;ari-vederci!&#8221;:<br />
<em><strong> </strong></em></p>
<p><a href="http://polesinet.it/blog/index.php?blog=1&amp;title=i_re_di_orlich_breve_racconto_di_romuald&amp;more=1&amp;c=1&amp;tb=1&amp;pb=1" target="_blank"><em><strong>Se il racconto e&#8217; di tuo gradimento clicca qui per leggere  il seguito</strong></em></a></p>
<p><span style="font-size: medium;"><em><strong><br />
</strong></em></span><br />
-<br />
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</p>
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		<item>
		<title>-SFREGI- i versi affilati di Luca Ferrari, recensione di Giovanna Lacedra.</title>
		<link>http://news.sbngs.it/articolo-news/sfregi-i-versi-affilati-di-luca-ferrarirecensione-di-giovanna-lacedra/1040</link>
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		<pubDate>Mon, 13 Jul 2009 08:23:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanna Lacedra]]></category>
		<category><![CDATA[sfregi.lido di venezia]]></category>
		<category><![CDATA[shamira minozzi]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono le 17.30 del 9 luglio 2009.
E siamo al Lido di Venezia, precisamente al Beach Pagoda della spiaggia Des Bains nell’attesa di che qualcosa di importante abbia inizio.
Sullo sfondo la celeste distesa del mare, il pavimento di sabbia corso dai bambini in costume, il legno laccato di bianco delle cabine, gli ombrelloni colorati.
È un estivo pomeriggio italiano, ai tavolini bianchi del bar la gente siede per consumare un gelato o un caffè, chiacchierando di frivolezze che rendano più leggera l’atmosfera…
Ma può succedere che un week-end balneare si vesta di cultura, di poesia, e di verità.
E può succedere che proprio la location più insolita, quale è appunto quella di un lido balneare, diventi inconsueto luogo di colte dissertazioni, di interazioni di un certo spessore tra pubblico e protagonista, e di letture di testi poetici.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="upnews_button" style="float: right; margin-left: 10px;"><script type="text/javascript">submit_url ="http%3A%2F%2Fnews.sbngs.it%2Farticolo-news%2Fsfregi-i-versi-affilati-di-luca-ferrarirecensione-di-giovanna-lacedra%2F1040"</script><script src="http://www.upnews.it/tools/.php" type="text/javascript"></script></div>
<div id="attachment_1041" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-1041" title="20090711234431" src="http://news.sbngs.it/wp-content/uploads/2009/07/20090711234431-300x224.jpg" alt="Shamira MInozzi presenta Luca Ferrari" width="300" height="224" /><p class="wp-caption-text">Shamira MInozzi presenta Luca Ferrari</p></div>
<p>Sono le 17.30 del 9 luglio 2009.<br />
E siamo al Lido di Venezia, precisamente  al Beach Pagoda della spiaggia Des Bains nell’attesa di che qualcosa di  importante abbia inizio.<br />
Sullo sfondo la celeste distesa del mare, il  pavimento di sabbia corso dai bambini in costume, il legno laccato di bianco  delle cabine, gli ombrelloni colorati.<br />
È un estivo pomeriggio italiano, ai  tavolini bianchi del bar la gente siede per consumare un gelato o un caffè,  chiacchierando di frivolezze che rendano più leggera l’atmosfera…<br />
Ma può  succedere che un week-end balneare si vesta di cultura, di poesia, e di  verità.<br />
E può succedere che proprio la location più insolita, quale è appunto  quella di un lido balneare, diventi inconsueto luogo di colte dissertazioni, di  interazioni di un certo spessore tra pubblico e protagonista, e di letture di  testi poetici.</p>
<p>Ciò che di importante sta per accadere, è un incontro  culturale finalizzato alla presentazione dell’ultima raccolta di  poesie-rock-cinematografiche del trentaduenne Luca Ferrari, giornalista e  scrittore veneziano alla sua quarta pubblicazione.<br />
I testi letti e  commentati, sono quelli tratti da “Sfregi”, raccolta pubblicata per La  Versiliana Editrice, di Fucecchio (FI).<br />
Ad introdurlo, un’affermata pittrice  italiana di grafica islamica, nonché donna di raffinata cultura, Shamira  Minozzi, che ha definito le poesie di Ferrari, come veri e propri flash  cinematografici.<br />
Immediati e catalizzanti.<br />
Nello snodarsi di questa  narrazione in versi, si avverte infatti la velocità di immagini che si  susseguono e rincorrono come fotogrammi in proiezione.<br />
Parole che hanno la  capacità di restituire al lettore travolto, l’immediatezza sferzante del sentire  più vero. Quel sentire profondo che nell’isolamento di una rabbia tagliente,  sfregia il silenzio, lo squarcia, lo apre…e finalmente grida!<br />
Ferrari  descrive questo suo ultimo lavoro come un vero e proprio grido di rabbia, che  esplodendo diviene poi energia costruttiva. Un’energia mirante a risvegliare  l’anima da quel letargico subire che sovente ci rende vittime passive  dell’indifferenza e dell’insensibilità.<br />
Remissivi e accondiscendenti, ci  riscopriamo spesso a sopravvivere, incapaci ormai di riemergere dalla fangosa  palude di un passato mesto.<br />
Ma lo sfregio è un grido.<br />
È il rumore di chi  non vuole più tacere.</p>
<p>Più che poesie, l’autore considera le sue  composizioni veri e propri testi, poiché è dalla musica rock &#8211; più precisamente  dal sound della Seattle degli anni ’90 &#8211; e dal cinema, che spontaneamente  attinge, recuperando quella materia prima da plasmare poi in un dinamismo di  audaci parole.<br />
Parole sferzanti. Energiche. Inchiodanti.<br />
Parole  sfregianti.<br />
Affilate perché vive.<br />
Dirompenti, perché vere.<br />
E la  verità, come l’autore stesso afferma, è sempre e soltanto una.<br />
E arriva  dritta al cuore del silenzio.Aprendolo, finalmente.</p>
<p>Quelli di Luca sono  “versi istintivi”.<br />
“Io scrivo di getto” ha dichiarato.<br />
Le sue poesie-rock  sono dei dialoghi di confine, sono flash di un passato che spinge la voce in  avanti, condensandola in un suono randagio e adrenalinico al contempo.<br />
La  voce che torna, che spacca e spinge, diviene un salto in bungee jumping nel  vuoto, quando il vuoto ha già consumato abbastanza vita per non decidere di  rischiare quella che resta, nell’incerta immensità del vivere più  autentico.<br />
“La poesia è per me istinto”, afferma l’autore, “è un’energia  violenta, una saetta…”<br />
E leggendo alcuni dei suoi versi, io, spettatrice e  uditrice, attenta a carpire l’essenza e la meta ultima di questo viaggio nelle  parole, capisco quanto queste sue composizioni sappiano realmente essere  coltelli.<br />
Vi invito a leggerle, a lasciarvi inghiottire dal saettante  dinamismo della narrazione.<br />
Vi invito a viverle, come un’esplorazione.<br />
Vi  invito a viaggiare nelle pagine, a cadere tra le parole, a raccogliere in esse  quel suono che possa somigliare alla vostra voce.<br />
Perché sono parole che  arrivano. Parole che recidono e aprono, inevitabilmente, la buccia spessa che vi  blinda. Se ancora c’è. Se ancora non siete liberi. Se ancora siete trincerati in  una condizione di arrendevolezza.<br />
La vita si ribella. Deve farlo. È un suo  diritto.<br />
Lasciamo pure che accada!</p>
<p>I testi di Luca Ferrari sanno  squarciare la calma, quando questa è un inganno, sanno bucarla, perché sia  qualcos’altro a passare…<br />
Energia, desiderio e necessità di cambiare le cose,  di reagire alla disillusione, di rendere la rabbia sommessa un campo d’azione in  cui onde magnetiche lavorino affinché la vita sia.<br />
Proprio come in  Neverland, film citato dallo stesso Luca durante questa  presentazione:<br />
“quello che più mi ha colpito e che davvero mi ha tolto il  fiato di questo film, portandomi a precise riflessioni, è stata la capacità che  il protagonista, interpretato da Jhonny Deep ha avuto, di prendere la propria  vita e tramutarla in qualcosa di fantastico e reale al tempo stesso.. .”<br />
Può  accadere.<br />
Questo è il messaggio finale di “Sfregi”.<br />
La vita può  trasformarsi in qualcosa di meglio.</p>
<p>Ma puoi trasformarla soltanto tu.<br />
E puoi farlo se decidi di agire per sciogliere quel nodo isolante di rabbia  e dolore, che ti fa sentire incapace e ti porta a subire il peggiore dei mali  che può arrivarti dall’esterno: l’indifferenza.<br />
“È scritto. Ho appena  iniziato. Adesso parlo IO”.<br />
La rabbia narrata è allora una rabbia salvifica,  serbatoio di energie non più distruttive, ma edificanti.<br />
Ed è quanto accade  ad ognuno, quando il dolore diviene insegnamento, e quando i territori della più  solitaria sofferenza vengono setacciati, a mani nude, da te che soffri, perché  hai capito che per salvarti dovrai scavare col tuo urlo alla ricerca di qualcosa  che possa indicarti la strada verso la redenzione.<br />
La rabbia è un’energia  distruttiva o creativa.<br />
La conversione è solo un atto di volontà.<br />
Puoi  riuscire, alla fine, ad estrarre la mappa di quel percorso: puoi partire, e  passare infine dalla rabbia all’adrenalina, dalla caduta al volo.<br />
Puoi  farcela , perché hai finalmente compreso il messaggio di questo libro, che  l’autore ha spiegato agli uditori del Lido, con queste esemplari parole:<br />
“…lo  sfregio altro non è che un taglio generante urla di sofferenza, urla che  potranno poi diventare grida di lotta…perché l’essere umano, ne sono convinto, è  dotato di un potere straordinario, del quale però troppo spesso non è  consapevole…”</p>
<p>‘…Nostradamus impertinente<br />
nel risvegliare<br />
un  lucido inconscio ossessionato<br />
da un salvifico<br />
spiraglio di reale  sofferenza”</p>
<p>(“22 Maggio”, tratta da Sfregi)</p>
<p>Grazie Luca. Questo  libro è un dono.</p>
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		<title>Presentazione a Venezia di &#8221; Sfregi&#8221; 4° libro di Luca Ferrari</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Jul 2009 18:22:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sfregi (2009), parole rock

Una chitarra distorta racconta il viaggio di questo giovane paroliere veneziano. Una scossa elettrica all’obsoleta scena poetica contemporanea. 

“Se tutto è così insignificante/ e programmato, allora l’onda della follia meriterebbe più rispetto...Perché è così facile voler bene/ a qualcuno?...a volte credo d’aver capito,/ a volte mi sento solo/ un sopravvissuto di un’era/ che deve ancora arrivare”, La legge dell’empatia (Sfregi, 2009).
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			<content:encoded><![CDATA[<div class="upnews_button" style="float: right; margin-left: 10px;"><script type="text/javascript">submit_url ="http%3A%2F%2Fnews.sbngs.it%2Farticolo-news%2Fpresentazione-a-venezia-di-sfregi-4%25c2%25b0-libro-di-luca-ferrari%2F1022"</script><script src="http://www.upnews.it/tools/.php" type="text/javascript"></script></div>
<p><span style="font-size: medium;"><em><img class="alignleft size-medium wp-image-1023" title="copert" src="http://news.sbngs.it/wp-content/uploads/2009/07/copert-200x300.jpg" alt="copert" width="200" height="300" />Sfregi (2009), parole  rock</em></span></p>
<p>Una chitarra distorta racconta il viaggio di questo  giovane paroliere veneziano. Una scossa elettrica all’obsoleta scena poetica  contemporanea.</p>
<p>“Se tutto è così insignificante/ e programmato, allora  l’onda della follia meriterebbe più rispetto&#8230;Perché è così facile voler bene/  a qualcuno?&#8230;a volte credo d’aver capito,/ a volte mi sento solo/ un  sopravvissuto di un’era/ che deve ancora arrivare”, La legge dell’empatia  (Sfregi, 2009).</p>
<p>Viaggio nella poetica musicale/cinematografica di Luca  Ferrari, veneziano, classe ’76, giornalista e scrittore, che , giovedì 9 luglio,  dopo il battesimo al Salone del Libro di Torino 2009, presenta il suo quarto  libro “Sfregi”, edito da La Versiliana Editrice di Fucecchio (FI). Un lavoro che  attraversa la quasi totalità temporale della sua produzione di poesie (1994 –  2008), o come le chiama l’autore, “testi”.</p>
<p>Teatro di questa speciale  presentazione, il Beach Pagoda della spiaggia <a href="javascript:%20Open_Window('http://www.sbngs.it/template/window.php?ref=http://www.sbngs.it/italia/turismo--inserzionisti&amp;id=7312',%20'ArticoloSBN',%20640,%20600,%20'resizable=yes,%20fullscreen=no,%20channelmode=no,%20menubar=no,%20toolbar=no,%20location=no,%20status=no,%20scrollbars=yes');">Des  Bains del Lido di Venezia</a> (VE), un appuntamento organizzato da SAB. A fianco  di Luca Ferrari, ci sarà la celebre (e affascinante) pittrice di calligrafia  islamica, Anna “Shamira” Minozzi che lo introdurrà, leggendo anche alcune poesie  del libro.</p>
<p>Come nel precedente “Frenetica storia infinita” (2008),  sempre edito La Versiliana Editrice, anche in questo inizio libro, Luca si  lancia in una lista di nomi e cognomi, questa volta però senza ordine  alfabetico, ma in apparente stato di anarchia, intervallati da frasi personali  di poche parole.</p>
<p>“Mortore di – Sfregi – è la rabbia” spiega Luca, “un  sentimento troppe volte (e ingiustamente) etichettato solo in senso negativo.  Nelle ventitre composizioni c’è un’evoluzione che parte dallo stordimento, si  sofferma sull’abbandono e il dolore, poi inizia ad approdare alla reazione, fino  a diventare energia adrenalinica”.</p>
<p>Ma rabbia per cosa? Nell’introduzione  scritta da sé, l’autore ci dà una traccia: “Attorno a noi è pieno di persone che  cadono e non si rialzeranno mai più. Accanto a noi è pieno di Cenerentole  avvelenate i cui diari solitari sono stati sgozzati dall’estenuante e continua  indifferenza. “Non salvi qualcuno che sta affogando, bevendogli tutta l’acqua  intorno” scrisse un ragazzo all’indomani della tragica morte di Kurt Cobain  (1967-1994), cantante/chitarrista della rock-band Nirvana”.</p>
<p>Già dal  titolo s’intuisce la volontà di lanciare un segnale. Quasi un grido, anch’esso,  nato come urlo di sofferenza, e poi trasformato in un ruggito. Colonna sonora di  questo libro, il sound anni ’90 di Seattle (città che dà il titolo a una poesia  del libro), che a distanza di più di quindici anni, sembra aver messo solide  radici nei suoi pensieri. Radici che hanno dato vita a germogli, fiori e  alberi.</p>
<p>“Cosa possono fare due candele/ in una giornata d’estate/ se non  ritirarsi dopo aver vinto?&#8230;Volevo solo dipingere di bianco/ il mio steccato  insieme a te,/ sarò la voce/ di uno schifo di generazione/ che odierò a morte/…I  mercenari hanno disertato…Sapresti immaginare una grata/ senza una qualche sorta  d’acqua?…”, Enigma 50.1</p>
<p>Terminate le poesie, ci sono due presentazioni.  L’ultima parte della seconda ha i connotati di un testamento. Ma non di un  trapassato. E’ il giuramento pulsante di una persona che vuole lottare. “Sono  stato silenzioso ma ho sempre parlato. Qualche introversa confidenza è  rabbiosamente sopravvissuta al nichilismo imperante. – Lo stillicidio ruggisce  come un’alchimia onirica stanotte…nel frastuono del proprio destino, c’è molto  di più di un semplice gracchiare bagnato –. È scritto. Ho appena iniziato.  Adesso parlo IO”.</p>
<p>Sfregi (2009, La Versiliana Editrice), di Luca Ferrari.</p>
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		<title>Il 12 giugno a Roma. Razzismo: emergenza o realtà consolidata?</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Jun 2009 10:55:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[04.01.07. Derby (Ao), Valle d’Aosta. In una piccola frazione del comune di La Salle, Eliana Cau è una ventiquattrenne originaria dello Zaire che ha vissuto in Sardegna a Senis, nella provincia di Oristano, dall’età di 2 anni. A Derby si presenta in un ristorante proponendosi come cameriera: riceve un rifiuto perché ha la pelle nera. Il titolare del ristorante le risponde così “Noi non assumiamo le persone di colore perché i clienti del posto non le accettano”. Fonte, Liberazione.

Il razzismo è un’emergenza o è diventato una costanza del nostro sociale ordinario? Vi è o no una responsabilità della politica, delle istituzioni, degli intellettuali, dei media nella produzione e riproduzione dei discorsi e delle pratiche stigmatizzanti che alimentano le discriminazioni e le violenze razziste?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="upnews_button" style="float: right; margin-left: 10px;"><script type="text/javascript">submit_url ="http%3A%2F%2Fnews.sbngs.it%2Farticolo-news%2Fil-12-giugno-a-roma-razzismo-emergenza-o-realta-consolidata%2F211"</script><script src="http://www.upnews.it/tools/.php" type="text/javascript"></script></div>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-212" title="200906082143071" src="http://news.sbngs.it/wp-content/uploads/2009/06/200906082143071.jpg" alt="200906082143071" width="350" height="244" /></p>
<p class="paragrafi_redazionali"><span style="font-size: medium;">Articolo di </span><a href="javascript:%20Open_Window('http://www.sbngs.it/template/window.php?ref=http://www.sbngs.it/italia/giochi-svago--fumetti/luca-ferrari-giornalista-biografia-e-curriculum/3052&amp;',%20'ArticoloSBN',%20640,%20600,%20'resizable=yes,%20fullscreen=no,%20channelmode=no,%20menubar=no,%20toolbar=no,%20location=no,%20status=no,%20scrollbars=yes');"><span style="font-size: medium;">Luca Ferrari </span></a><span style="font-size: medium;">del 9 giugno 09</span></p>
<p>04.01.07. Derby (Ao), Valle d’Aosta. In una piccola frazione del comune di La  Salle, Eliana Cau è una ventiquattrenne originaria dello Zaire che ha vissuto in  Sardegna a Senis, nella provincia di Oristano, dall’età di 2 anni. A Derby si  presenta in un ristorante proponendosi come cameriera: riceve un rifiuto perché  ha la pelle nera. Il titolare del ristorante le risponde così “Noi non assumiamo  le persone di colore perché i clienti del posto non le accettano”. Fonte,  Liberazione.</p>
<p>Il razzismo è un’emergenza o è diventato una costanza del  nostro sociale ordinario? Vi è o no una responsabilità della politica, delle  istituzioni, degli intellettuali, dei media nella produzione e riproduzione dei  discorsi e delle pratiche stigmatizzanti che alimentano le discriminazioni e le  violenze razziste?</p>
<p><a href="http://www.sbngs.it/italia/arte--da-non-perdere--convegni/il-12-giugno-a-roma-razzismo-emergenza-o-realta-consolidata-presentazione-libro/7182?yearID=2009&amp;monthID=6&amp;dayID=12" target="_blank">APPROFONDISCI L’ARTICOLO &gt;&gt;</a></p>
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